«Qualità dell’aria,vogliamo più controlli»

27 Dicembre 2018

Atessa. Il sindaco Borrelli: niente piano regionale senza un costante monitoraggio in Val di Sangro

ATESSA. «Stop al nuovo piano regionale di tutela della qualità dell’area senza un completo monitoraggio delle emissioni nella valle del Sangro»: lo chiede il sindaco di Atessa che apre un nuovo e importante fronte di iniziative per la difesa del territorio. Giulio Borrelli chiede un incontro urgente alla dirigente del Dipartimento governo del territorio e politiche ambientali, Iris Flacco, e diffida la Regione dal redigere un piano per la tutela della qualità dell’aria senza tener conto delle emissioni industriali nella zona produttiva più importante del Centro Sud.
La Regione sta redigendo un nuovo Piano regionale per la tutela della qualità dell’aria, che prende in considerazione soprattutto le emissioni legate al traffico veicolare, senza tener adeguatamente conto delle attività industriali in Val di Sangro. Gli accertamenti fatti finora forniscono notizie su concentrazioni di monossido di carbonio, ossidi di azoto, benzene, PM10 e ozono, elementi che attengono prevalentemente al traffico automobilistico. Sulla base di questi dati l’unica “zona di risanamento” individuata è quella relativa all’area metropolitana Pescara-Chieti, dove la circolazione veicolare è molto intensa.
«È singolare e inaccettabile», afferma Borrelli, «che i dati disponibili non siano ancora sufficienti per un’adeguata valutazione della qualità dell’aria in uno dei nuclei produttivi più grandi e importanti del Centro Sud». Borrelli chiede un serio e prolungato monitoraggio, che prenda in considerazione parametri opportunamente individuati in funzione delle tipologie di industrie che operano nel territorio, dei loro specifici processi produttivi e delle sostanze pericolose normalmente utilizzate.
«Il monitoraggio», insiste il sindaco, «deve essere adeguato e completo per tutelare la salute dei cittadini, l’ambiente e il lavoro delle industrie serie, che rispettano le normative sulle emissioni nell'atmosfera e rischiano di pagare situazioni non attribuibili a loro. In assenza di dati precisi e scientificamente attendibili», conclude Borrelli, «non possono essere prese neppure in considerazione le richieste di autorizzazione relative a impianti e attività che prevedono punti di emissione in atmosfera non tollerabili nella nostra zona industriale.Per quanto riguarda il nuovo Piano di tutela della qualità dell’aria va rivalutata la classificazione della Val di Sangro con una caratterizzazione basata su un piano straordinario di monitoraggio da condurre con modalità diverse dal passato». (m.d.n.)
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