Quando Di Primio bocciò il Masterplan

D’Alfonso e De Vincenti a Chieti per presentare le grandi opere. E Febo ricorda come le definì il sindaco
CHIETI. Il Pd porta a Chieti il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei ministri, Claudio De Vincenti, per accompagnarlo a visitare alcune importanti realtà del territorio (dal porto di Ortona, alla WTS, al Gruppo Toto), illustrare le opere del Masterplan e rivendicare a sé i meriti quanto meno della genesi progettuale degli stanziamenti previsti per Chieti. Ciliegina sulla torta, appena iniziata la conferenza stampa alla Camera di commercio, sul cellulare del presidente della Regione Luciano D’Alfonso arriva un messaggio con la notizia dell’approvazione da parte dell’Anas del completamento dei lavori per la fondovalle Sangro (circa 190 milioni di euro), piatto forte tra i 77 interventi del Masterplan per un miliardo e mezzo di euro.
Gli altri lavori in provincia di Chieti riguardano i due porti di Ortona e Vasto (rispettivamente per 50 e 15 milioni di euro), le opere per il bacino sciistico di Passolanciano (15 milioni e 800 mila euro) e quelle che interesseranno solo Chieti: il collegamento veloce tra lo Scalo e il colle (10 milioni di euro), il completamento dell’anello filoviario (4 milioni di euro) e la rifunzionalizzazione della ex caserma Bucciante (20 milioni di euro).
Alla conferenza stampa di ieri pomeriggio erano presenti anche il capogruppo Pd, Chiara Zappalorto, l’assessore regionale Silvio Paolucci, il consigliere regionale Camillo D’Alessandro e, a sorpresa, l’ex sindaco Francesco Ricci. Non invitati, non c’era nessuno della maggioranza comunale. Presenze istituzionali erano invece quelle del prefetto Antonio Corona e del presidente della Camera di commercio, Roberto Di Vincenzo. Ricci ha rivendicato alla propria amministrazione la genesi delle opere accolte nel Masterplan. «Il 4 novembre del 2008», ha detto, «approvammo il Piano strategico e il Piano della mobilità che prevedevano appunto il completamento filoviario e il collegamento veloce tra la parte alta e quella bassa della città». L’ex assessore ai Lavori pubblici Luigi Febo ha invece avuto modo di mostrare il resoconto di quel consiglio comunale del 2008, sottolineando la parte in cui l’allora consigliere d’opposizione Umberto Di Primio si diceva contrario a quelle opere, bocciandole con termini come “truffa ideologica” e “millantato credito”. (a.i.)

