Quando Lunella gli dedicò la poesia del guerriero

5 Ottobre 2018

«Il mondo, parmi, si fa beffe di noi, Francesco, amico così poco francescano che ti muovi nella pittura come in una foresta tropicale allagata di cemento». Sono i primi versi dedicati a Francesco...

«Il mondo, parmi, si fa beffe di noi, Francesco, amico così poco francescano che ti muovi nella pittura come in una foresta tropicale allagata di cemento». Sono i primi versi dedicati a Francesco Manzini dal celebre scrittore romano Mario Lunetta, scomparso il 6 luglio 2017 (nella foto un ritratto dello scrittore eseguito da Manzini). Nel suo libro “Doppio Fantasma”, Lunetta ha dedicato 91 poesie a 91 artisti. E tra di loro anche Manzini. La poesia a lui ispirata si chiama “Capestrano”, in omaggio al guerriero conservato al museo archeologico di Chieti. Il guerriero appare a Lunetta come «venuto da qualche illocalizzabile pianeta sotterraneo nel suo buio radiante, col suo enigma». E il «cappello a falde larghe» di Manzini in qualche modo ne rievoca l’immagine. Così il pittore teatino ha fatto parlare di sé, della sua terra e dei suoi simboli.