Quando Lunella gli dedicò la poesia del guerriero

«Il mondo, parmi, si fa beffe di noi, Francesco, amico così poco francescano che ti muovi nella pittura come in una foresta tropicale allagata di cemento». Sono i primi versi dedicati a Francesco...
«Il mondo, parmi, si fa beffe di noi, Francesco, amico così poco francescano che ti muovi nella pittura come in una foresta tropicale allagata di cemento». Sono i primi versi dedicati a Francesco Manzini dal celebre scrittore romano Mario Lunetta, scomparso il 6 luglio 2017 (nella foto un ritratto dello scrittore eseguito da Manzini). Nel suo libro “Doppio Fantasma”, Lunetta ha dedicato 91 poesie a 91 artisti. E tra di loro anche Manzini. La poesia a lui ispirata si chiama “Capestrano”, in omaggio al guerriero conservato al museo archeologico di Chieti. Il guerriero appare a Lunetta come «venuto da qualche illocalizzabile pianeta sotterraneo nel suo buio radiante, col suo enigma». E il «cappello a falde larghe» di Manzini in qualche modo ne rievoca l’immagine. Così il pittore teatino ha fatto parlare di sé, della sua terra e dei suoi simboli.

