Quando nonno Cecchino creò il marchio doc Ruffini

Personaggi della teatinità. Da Francesco ai figli Bruno e Marcello fino ai nipoti La famiglia di commercianti di tessuti e mobili che ha portato la bellezza in città
CHIETI. La mia vetrina ospita oggi due personaggi, esponenti di una famiglia che ha scritto importanti pagine nella storia del commercio di questa città, Bruno e Marcello Ruffini.
E' stato il padre, Francesco, da tutti conosciuto come Cecchino, a dare inizio negli anni ’30 alle attività commerciali, prima come commesso in un negozio di tessuti, poi come ambulante e infine aprendo, nel 1943, un posto fisso inizialmente nella sua abitazione. Era uomo d’altri tempi che, con parsimonia e tenacia, guardava e investiva sul futuro. Il passo successivo infatti fu quello di inaugurare, nel 1949, un bel negozio in Corso Marrucino, dove cominciarono a collaborare i figli, Bruno e Marcello. E' stata la svolta che ha portato, nel 1959, ad aprire un nuovo esercizio commerciale per la vendita di mobili, tappezzerie e articoli per arredamento ancora in corso Marrucino, sviluppato in tre piani. Nel 1968 infine, per concludere il racconto del passato e portarci alla odierna realtà, il negozio di tessuti venne trasferito in via Spaventa, sempre in pieno centro storico, in un locale arredato dall'architetto anconetano Lionello Cipollone.
A seguire il negozio di arredamento è Bruno, mentre Marcello ha le redini del negozio di tessuti e biancheria. Due attività che nel 2008 sono state riconosciute "storiche" dalla Provincia di Chieti e che certo fanno parte, con piena legittimità, delle migliori espressioni della nostra città. Bruno e Marcello si sono divisi ambiti d'azione e ovviamente competenze nella gestione dei due negozi, ma entrambi sono restati nel solco tracciato dal padre Francesco seguendo il suo esempio di unire, in ogni momento, disponibilità massima e rassicurante competenze nei confronti dei clienti, avendo come base la ricerca del miglior prodotto da offrire.
Bruno, nel 1955, ha partecipato al primo corso nazionale per vetrinisti dell'abbigliamento e arredamento organizzato dall'Enalc ed è risultato il primo classificato tra i venti alliei partecipanti che provenivano da tutta Italia. Si capisce da dove nasce la grande attenzione che i negozi Ruffini hanno sempre dedicato alle loro vetrine, più volte premiate con riconoscimenti anche di livello nazionale.
Dal 1966 e per un decennio Bruno Ruffini è stato attivo protagonista, con ruoli importanti dell'associazione Commercianti della Provincia di Chieti, dove ha ricoperto anche il ruolo di vice-presidente vicario, delegato dal presidente Francesco Smargiassi a svolgere le sue funzioni, chiaro segno di apprezzamento. Sono stati poi tanti gli incarichi di rappresentanza ricoperti in enti pubblici e in associazioni, sempre gestiti con serietà e professionalità.
Marcello ha raccolto in pieno il testimone del padre, ancora oggi ricordato nel settore come un vero maestro nel campo dei tessuti. Gestisce un marchio di fabbrica che, insieme ai figli, ha sempre onorato guadagnando generale stima per serietà e competenza.
Nel luglio dello scorso anno la Francesco Ruffini S.a.S di Marcello Ruffini e figlio è stata premiata insieme ad altre 36 aziende storiche con una motivazione che merita di essere riportata testualmente
«La grande esperienza, combinata alla capacità di rinnovarsi, hanno da sempre caratterizzato le scelte di questa azienda, che al passo con i tempi, offre alla sua clientela i prodotti delle migliori marche, dove la qualità, si accompagna alla eleganza e alla raffinatezza dello stile. Oggi la ditta Ruffini è una realtà locale affermata, con le radici solide di una tradizione trasmessa di generazione in generazione, dove il lavoro quotidiano svolto con impegno costante, serietà e competenza, ha sempre contraddistinto questa attività che è diventata un riferimento per la nostra città».
E’ un vero e proprio certificato doc che fa del nome Ruffini un marchio del commercio teatino: una garanzia consolidata in tanti anni di attività, a partire da Cecchino, per proseguire con Bruno e Marcello e quindi con i figli pronti a raccogliere il testimone.

