Quartiere sociale, Leve testimone

Tollo, il consigliere chiamato dai carabinieri: «Dati falsi alla base del progetto»
TOLLO. La realizzazione del cosiddetto quartiere sociale a Tollo diventa un caso. Il consigliere comunale di Art.1 per Tollo, Ettore Leve, è stato sentito dalla Procura per il tramite dei carabinieri del paese sul progetto che prevede strutture e servizi per ragazzi, giovani, anziani, persone bisogne, giovani imprenditori e professionisti. Si tratta di un’opera che parte da un piano nazionale per la riqualificazione sociale e culturale delle aree urbane degradate. «Riguarda cioè la valorizzazione e la conservazione di immobili comunali di interesse ambientale ed in modo specifico di immobili fatiscenti, in disuso e degradati da recuperare a fini sociali», spiega Leve. Premesso ciò, «durante il consiglio comunale del 6 febbraio con i soli voti della maggioranza è stato approvato il Piano triennale delle opere pubbliche», ricorda il consigliere comunale. «Tra quelle elencate l’amministrazione comunale ha inserito un progetto riguardante il fabbricato posto in via Santa Lucia attualmente sede di un’avviata attività artigianale e commerciale». Tuttavia «per poter accedere ai finanziamenti previsti dalla normativa, negli atti di progetto si descrive l'immobile interessato come fatiscente, degradato, non utilizzato e in disuso». Leve ha sostenuto che il progetto fosse basato su dati «falsi» e non rispondesse ai requisiti richiesti per l'accesso al finanziamento. Sottolineava, quindi, che «in caso di finanziamento si sarebbe prefigurato il reato di truffa». Il sindaco ha voluto che «le dichiarazioni del sottoscritto venissero messe a verbale», racconta Leve, aggiungendo come Angelo Radica «ha chiesto e ottenuto l'invio degli atti in procura». Quest’ultima ha aperto un fascicolo, pertanto Leve è stato ascoltato per la conferma delle dichiarazioni rese in consiglio comunale. Ed il consigliere ha ribadito la sua versione. (a.s.)

