Quattro anni e mezzo per la rapina sbagliata

Puntavano all’incasso del market, ma la valigetta che strapparono al direttore era piena di carte
VASTO. Quattro anni e sei mesi. È la pena per concorso in rapina pluriaggravata, inflitta dal tribunale collegiale (presidente Bruno Radoccia, a latere Italo Radoccia e Stefania Izzi) a Vali Cristea, arrestato dai carabinieri la scorsa primavera grazie all’aiuto della videosorveglianza. L’uomo, di origine romena e residente a Roma, il 17 marzo scorso, insieme ad un complice all’uscita del parcheggio multipiano di via Foscolo, aveva aggredito a calci e pugni il direttore di un supermercato, portandogli via una borsa. I rapinatori pensavano che contenesse denaro contante. In realtà nella cartella c’erano solo assegni e documenti di vario genere.
Le indagini erano state avviate pochi minuti dopo l’accaduto, grazie alla telefonata al 112 di un cittadino che aveva assistito alla scena. I carabinieri, dopo aver acquisito le immagini del sistema di videosorveglianza, erano riusciti a identificare a stretto giro il complice di Cristea, già noto alle forze dell’ordine per precedenti contro il patrimonio. L’uomo, però, si era reso da subito irreperibile. Con ogni probabilità, intuendo che gli investigatori lo avrebbero individuato, l’uomo è tornato in Romania.
Le indagini sono andate avanti e, dopo qualche giorno, i militari sono riusciti a identificare il secondo rapinatore, ovvero Cristea. Le indagini tecniche, e in particolare il monitoraggio di un’utenza mobile romena, ha permesso ai carabinieri di stabilire che Cristea, domiciliato nell’hinterland di Roma, il giorno della rapina si trovava proprio a Vasto. Dopo aver confrontato, con esito positivo, le immagini acquisite dalla videosorveglianza con il cartellino fotosegnaletico dell’uomo, i carabinieri hanno perquisito l’indagato e la sua casa. Sono così spuntate fuori prove importanti e, fra queste, i capi d’abbigliamento che l’indagato indossava al momento della rapina. Cristea è stato arrestato e condotto nel carcere di Avezzano in attesa di giudizio. Comparso davanti ai giudici, in un primo momento l’indagato si è avvalso della facoltà di non rispondere. Martedì ha, invece, deciso di ammettere le proprie responsabilità. Il pm Enrica Medori, al termine di una dettagliata requisitoria, ha chiesto per Cristea la condanna a tre anni di reclusione. Il collegio giudicante, tenuto conto della recidiva, ha invece inasprito la pena e condannato l’uomo a 4 anni e 6 mesi. È stato inoltre disposto il suo allontanamento dal territorio non appena la pena sarà espiata. (p.c.)
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