Quattro tombe romane spuntano dalla terra

12 Dicembre 2015

Scoperte in un appezzamento di contrada De Fenza. Area recintata da carabinieri e Sovrintendenza

VASTO. A segnalare la presenza di un tesoro, celato sotto pochi metri di terra, è un cartello fatto sistemare dalla Sovrintendenza ai Beni archeologici e dai carabinieri all’ingresso dell’area di contrada De Fenza, fra San Lorenzo e Punta Penna. Sotto quel terreno, che il titolare stava lavorando, sono spuntate tombe italico-romane. Per evitare furti e saccheggi i carabinieri hanno recintato l’area. L’equipe di archeologi della Soprintendenza d’Abruzzo ha sistemato un gabbiotto in cui poter lavorare. Il recupero delle tombe è seguito da un pool di esperti formato da Glauco Angeletti, Giampaolo Di Claudio, Luciano Proterra e Andrea Staffa. L’intervento si avvale della consulenza tecnica di Sabatino Letta e Salvatore Caramello e degli archeologi Eugenio Di Valerio e Igor Cherstich.

Le notizie sul ritrovamento sono frammentarie. Pare che sotto le zolle ci siano almeno quattro tombe d’età antica, con relativi corredi funebri. Quattro scrigni di preziosi reperti che sono stati datati all’incirca fra il V e IV secolo A.C.. Ad una prima analisi dei ritrovamenti, si tratta di tombe italiche d’epoca romana.

Il ritrovamento fa il paio con la scoperta effettuata qualche tempo fa, nella vicina via San Lorenzo, di altre tombe con relativo corredo funebre di una nobildonna del tempo. Quel che serve al momento sono finanziamenti per riportare alla luce la preziosa necropoli. I lavori comunque procedono con la massima discrezione. Prima di esprimersi gli esperti evidentemente preferiscono riportare il materiale in superficie. Si è tratta comunque di una scoperta importante, l’ennesima fatta a nord dell’abitato di Vasto. All’interno delle tombe è probabile possano essere rinvenute olle e coppe d’ispirazione daunia o istoniense e ceramiche locali, testimonianze del vivace stile italico. Il ritrovamento non ha stupito gli esperti dal momento che la zona dello scavo è compresa fra quelle sottoposte alla costante attenzione della Soprintendenza, come riportato dalla norma sulla salvaguardia archeologica estesa del piano regolatore vigente. Gli scavi della Soprintendenza sono solo all’inizio. Una volta terminata questa prima fase e valutata l’importanza dei reperti, bisognerà decidere il da farsi. (p.c.)

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