Quel corpo è di Eleonora, lo dice il Dna

30 Agosto 2014

Gli esami sui resti eseguiti da medico legale e genetista fugano ogni dubbio. Ma l’inchiesta aperta dalla Procura va avanti

VASTO. E' finita nel più triste dei modi. Il corpo rivenuto martedì scorso sotto il viadotto Pracovia dell'A-14 appartiene a Eleonora Gizzi, 34 anni, l'educatrice di Vasto allontanatasi volontariamente da casa il 28 marzo scorso. La conferma ufficiale è arrivata giovedi sera dalla comparazione del Dna tra la saliva dei suoi genitori e il tessuto prelevato dal corpo rinvenuto in via Salce. Gli esami effettuati al l'obitorio del policlinico teatino dal medico legale Cristian D'Ovidio e dal genetista della d’Annunzio Liborio Stuppia, hanno fugato ogni dubbio. Mancavano pochi minuti a mezzogiorno ieri mattina quando il dirigente del commissariato, Cesare Ciammaichella ha comunicato la notizia ai genitori della maestra. «Lo sapevo», ha mormorato Italo Gizzi. Accanto a lui la moglie Grazia Marinucci che fino all'ultimo ha sperato che quei resti non appartenessero alla sua secondogenita. L'arrivo in via San Michele del funzionario non è sfuggito ai residenti della zona. Tutti hanno compreso la dolorosa verità. Italo Gizzi ha comunicato la notizia alla figlia Noemi che vive a Lecco. La donna arriverà a Vasto per i funerali che non saranno comunque celebrati prima di lunedi. La salma si trova all'obitorio del cimitero ma il pm Giuseppe Bellelli non ha ancora autorizzato la riconsegna ai familiari.

Sulla vicenda è infatti in corso un'inchiesta. La Procura ha appurato che il 3 aprile scorso furono addirittura 4 gli operai che videro una sagoma umana sotto il viadotto Prascovia. Per tre di loro era una donna, uno invece parlò di un uomo. La segnalazione venne raccolta dalla polizia stradale che fece subito una verifica sul posto. Sotto il viadotto non c'era nessuno. Eleonora probabilmente si spostava e quella lastra di cemento era solo il suo letto. Ieri la notizia che il corpo ritrovato in via Salce era di Eleonora è arrivata anche a Garlate il paese vicino Lecco in cui Eleonora ha vissuto a lungo e frequentato la scuola prima di tornare in Abruzzo. «Era in classe con me alle elementari», ricorda Mattia Morandi, assessore alla Cultura di Garlate. «Era una ragazza molto tranquilla e anche brava a scuola. Condivideva con me la passione per la musica, che studiavamo insieme. Lei suonava il pianoforte e si è poi diplomata al Conservatorio di Bologna. Dopo le superiori, all’istituto Bertacchi di Lecco, era tornata in Abruzzo. Ci siamo persi di vista e nè io nè la maggior parte dei miei compagni di classe ha più avuto sue notizie. Fino allo scorso marzo, quando era stata data per dispersa. All’inizio abbiamo pensato a un caso di omonimia, poi ci siamo resi conto che si trattava proprio di lei. Non ce lo aspettavamo».

Paola Calvano

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