«Quelle piante non drogavano»

18 Giugno 2017

Assolto per mancanza di prove sul principio attivo nella cannabis

VASTO. A febbraio era stato arrestato per detenzione e coltivazione di cannabis sativa (marijuana). Il gup del Tribunale di Vasto, Italo Radoccia, lo ha assolto per mancanza di prove sulla capacità drogante della sostanza coltivata. Un inaspettato colpo di scena nonché una sentenza destinata a fare giurisprudenza. Grande la soddisfazione dell’avvocato Arnaldo Tascione, difensore dell’imputato, Ben Chattouh Mohamed, tunisino di 31 anni finito nei guai per una coltivazione trovata nella mansarda della sua abitazione.
Nel perquisire l’appartamento vastese del tunisino i carabinieri quattro mesi fa trovarono un orto botanico. La piantagione domestica era sistemata sotto un gazebo di circa 2 metri per 2, con al centro una lampada alogena a Led. Su una pedana munita di impianto di ventilazione e irrigazione erano custoditi più di 20 vasi contenenti, ognuno, una pianta di marijuana in fioritura.
La piantagione venne sequestrata; il tunisino fini nella casa circondariale di Vasto e dopo qualche tempo ottenne i domiciliari. Mercoledì scorso è comparso davanti al tribunale per essere giudicato con il rito abbreviato. La pubblica accusa ha chiesto la condanna ad un anno e otto mesi di reclusione. La difesa ha insistito sull’assenza del principio attivo nella coltivazione.
«Abbiamo convinto il giudice con elementi concreti che mancavano le prove dell’efficacia stupefacente delle piante sequestrate dai carabinieri. Davanti alla mancanza di prove il giudice ha assolto l’imputato. Per il mio cliente che ha sopportato anche la detenzione, è la fine di un vero e proprio incubo», ha commentato all’uscita dall’aula l’avvocato Tascione. (p.c.)
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