«Questa città è a rischio»

9 Luglio 2017

Ferrara e Gallucci chiedono piani di prevenzione della micro-criminalità

CHIETI. Si scrive “micro-criminalità”, ma si legge “macro - problema”, che come tale dovrebbe essere affrontato. A chiedere maggiori sforzi per la sicurezza, per nulla tranquillizzati dai dati delle forze dell’ordine che danno sempre i reati in calo, sono il consigliere comunale Diego Ferrara e il presidente dell’associazione La Gente d’Abruzzo, Federico Gallucci. Il duo ha già portato a casa importanti risultati in occasione della vicenda del tetto in eternit all’ex Cim, con una battaglia che si è conclusa con i lavori avviati d’urgenza da parte della Asl per smantellare il tetto. Gallucci e Ferrara tornano questa volta alla carica sul tema della sicurezza cittadina che percepiscono pericolosamente a rischio. Ferrara ha presentato una mozione in consiglio comunale, ma i due specificano che si tratta di una battaglia bipartisan, nonostante Ferrara sia un consigliere comunale di opposizione (lista civica Chieti per Chieti).
«Occorre fare attenzione», dice Ferrara, «ad inserire il concetto di micro-criminalità in una categoria lessicalmente minimalista, poiché ci impedisce di valutare quanto queste condotte devianti accrescono lo stato di insicurezza della comunità, il timore immediato, quotidiano, che condiziona gli stili di vita e i modi di giudicare le altre persone con sconvolgimento del controllo sociale informale, vale a dire quella rete di vigilanza comunitaria, di controllo reciproco tra persone di un territorio non codificati da leggi scritte ma dalla consuetudine e conoscenza personale».
La mozione si chiude con la richiesta al sindaco Umberto Di Primio e alla giunta comunale «di allestire un tavolo di lavoro, anche permanente, con la partecipazione del sindaco, del prefetto, del questore, dei comandanti dei carabinieri e dei finanzieri per predisporre programmi di prevenzione e contrasto della micro-criminalità nella nostra città».
«Siamo certi che il sindaco Di Primio», ha detto Gallucci, «che sappiamo essere persona sensibile su questo tema, vorrà prendere in considerazione la nostra proposta, per far sì che possa aumentare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni e nelle forze dell’ordine. Rappresento un’associazione apolitica, che vuole muoversi per il bene della città, affrontando i suoi problemi più concreti. Riteniamo che quello della micro-criminalità, a dispetto del nome, rappresenti una criticità che vada affrontata in maniera diversa, con uno sforzo corale. Siamo convinti», conclude Gallucci, «che si stia assistendo a una recrudescenza di certi fenomeni di micro-criminalità e che non si possa restare con le mani in mano». (a.i.)