«Questa giunta ha fallito È ora che torni a casa»

Bomba: la città ha perso attrattività. Di Campli: spese extra caricate sulla Tari D’Amico: i debiti incidono su servizi e tasse. Palmieri: ospedale ai minimi termini
LANCIANO. «Dimissioni». È la parola più ripetuta dalla minoranza consiliare riunita al gran completo che ribadisce il concetto già espresso nei giorni scorsi in occasione dell’approvazione dell’“ennesimo debito fuori bilancio”: «l'amministrazione Pupillo ha fallito e deve andare a casa». E sono diversi i motivi enunciati: «Incapacità amministrativa, superficialità, arroganza nel dialogo con l’opposizione e con i cittadini, scelte scellerate, inconsistenza politica». E se il sindaco Mario Pupillo aveva tacciato l’opposizione di essere “invisibile”, i gruppi di minoranza sono oggi più che mai decisi a farsi notare.
«La città è devastata», esordisce Paolo Bomba (Nuova Lanciano), «lo diciamo con consapevolezza. Gestione superficiale, perdita di popolazione, di attrattività, negozi che chiudono, strade che cadono a pezzi e asfalti che vengono fatti d’inverno, quando il ciclo di manutenzione del bitume si riduce del 50% a causa delle temperature rigide, e in zone non prioritarie; otto anni impiegati per rifare lo strumento urbanistico per poi non cambiare nulla, debiti fuori bilancio che vengono fuori da una cattiva manutenzione sono solo alcuni dei danni che sta provocando questa amministrazione alla città». Graziella Di Campli (Forza Italia) insiste sul recente debito fuori bilancio di 200mila euro. «Alle spese legali e al risarcimento della Rieco», rimarca, «vanno aggiunti anche i soldi spesi per ripristinare il parco macchine. E si tratta di 364mila euro che peseranno sulla Tari».
Errico D’Amico (Udc) fa il calcolo di quanti debiti fuori bilancio sono stati approvati in otto anni di amministrazione di centrosinistra e liste civiche: «Sono decine e decine di debiti che si ripercuoteranno inevitabilmente sui servizi e pressione fiscale», dice. «Nel bilancio del 2015 il debito fuori bilancio era di 785mila euro; nel 2017 di 1.151.934 e per il 2018 siamo già a buon punto con le spese non previste. Questa amministrazione usa armi di distrazione di massa concentrandosi sul candidato del centrodestra e non prende atto che abbiamo vinto a Lanciano e che loro hanno perso». Per Angelo Palmieri (Nuova Lanciano) «l’ospedale è ai minimi termini. Che fine hanno fatto i reparti di otorino, urologia, geriatria, perché la riabilitazione si fa ad Atessa?». E sul fronte politico e le recenti elezioni regionali il centrodestra spiega: «Abbiamo fatto una scelta nel momento in cui è emerso che non ci sarebbe stata una candidatura unitaria», chiarisce Bomba, «e abbiamo lavorato per il risultato finale. Non accettiamo lezioni da chi non sa prendersi la responsabilità di scelte scellerate, come quella di candidare tre assessori che non sono stati sostenuti nemmeno dalla loro stessa maggioranza e che non avrebbero potuto essere eletti anche in caso di vittoria del centrosinistra».
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