«Questa sanità agevola i privati»

La federazione teatina di Sel boccia il piano della Regione: solo tagli e poca attenzione alla salute
CHIETI. La buona volontà c’è, ma per la federazione teatina di Sel la bozza sulla riforma della sanità abruzzese targata D’Alfonso-Paolocci presenterebbe più di una criticità.
La federazione provinciale del partito di Vendola pur auspicando un confronto democratico non risparmia al governo regionale aspre critiche verso una sanità che, a loro giudizio, segue «criteri ragionieristici dirottando l’attenzione su conti e tagli piuttosto chesul diritto dei cittadini di essere curati senza discriminazioni geografiche tra costa e aree interne». Un diritto fondamentale sancito dalla Costituzione, sul quale, Franco Caramanico, dirigente regionale di Sel, si è particolarmente soffermato ieri nella sala del caffè Vittoria nell’ambito della conferenza stampa sulla Sanità indetta dalla federazione teatina del partito di Vendola. Considerazioni forti quelle di Caramanico contro le scelte del governo D’Alfonso.
«La provincia di Chieti» sostiene «è stata massacrata da questa riforma. Oltre alla chiusura di Gissi e Casoli, c'è la quasi chiusura di Guardiagrele e Atessa ridotti a ospedali di comunità, il ridimensionamento dell'ospedale di Ortona e anche sulla sanità privata abbiamo perso dei posti letto per il trasferimento di Villa Pini e Spatocco nel pescarese».
Caramanico ricorda all'assessore Paolucci che la provincia teatina «ha un bacino di utenza di oltre 400mila abitanti rispetto alle circa 250miladelle altre province ed è quella che ha subito più danni. Dove sono i servizi alternativi agli ospedali promessi da Paolucci?» chiede Caramanico che poi va a toccare il nervo scoperto del rapporto pubblico-privato nel mondo della sanità ricordando che nella scorsa legislatura è stato costretto ad inviare un esposto alla Corte dei Conti per il recupero di 150.000.000 di euro sia dal pubblico sia dal privato. «La Corte dei Conti sta ancora indagando» svela «e comunque non ha archiviato l'esposto». Dubbi di Caramanico anche sulla costruzione del nuovo ospedale di Chieti al posto del Santissima Annunziata. «Non ci convince la modalità del project financing perché dove è stata attuata, ha portato dei pessimi risultati e molto spreco di denaro pubblico. E poi» aggiunge «che senso ha risparmiare qualche milione di euro con la chiusura dei piccoli ospedali e concedere otto milioni di euro in più alle cliniche private come ha fatto D'Alfonso nel 2015? ».
Concetti che sono stati ribaditi anche da Silvio De Lutiis, coordinatore Sel della federazione di Chieti, da Alfonso Di Tullio, responsabile enti locali Sel e Tommaso Di Febo, coordinatore Sel Abruzzo che conclude l’incontro con un appello alla Regione: «Basta tagli ragionieristici. Al centro della sanità vanno poste la tutela della salute, la prevenzione collettiva e l’efficacia delle prestazioni».

