«Queste persone sono modelli: dobbiamo tutti ispirarci a loro»

16 Dicembre 2016

La lezione del prefetto Antonio Corona alla consegna delle onorificenze al Merito della Repubblica Dodici i premiati: tra questi solo una donna, Maria Luisa Rosica, che ha dedicato la vita al volontariato

CHIETI. L’inno di Mameli cantato a cappella nella sala consiliare della Provincia apre la cerimonia con un brivido sottile per tutti. Un’emozione incontenibile che si legge sui volti dei presenti. Il coro “variegato” è diretto, in modo magistrale, dal prefetto Antonio Corona che ancora una volta riesce a stupire e a trasformare il freddo protocollo riservato alla cerimonia di consegna di onoreficenze al merito della Repubblica in un momento di profonda comunione e di riflessione sui valori importanti della vita. Come il “Merito”.

«Spesso pronunciamo questa parola, ma non ne conosciamo bene il significato» sostiene Corona mentre passeggia su e giù per la sala davanti a sindaci, al questore Vincenzo Feltrinelli, al colonnello Luciano Calabrò, al timone del Comando provinciale dei carabinieri, alla direttrice del carcere di Madonna del Freddo, Giuseppina Ruggero, seduti in prima fila. «Il merito» riprende il prefetto «non lo si conquista per un gesto calcolato compiuto verso gli altri pretendendo in cambio un premio. Ma perché quel gesto ci appartiene, ci mette in armonia con l’ambiente, con le persone con le quali ci mettiamo in relazione. Senza avere alcuna certezza della ricompensa. Non si può vivere solo in virtù di ciò che si può avere in cambio e le persone che verranno insignite oggi ne sono un fulgido esempio».

Nell’elenco c’è la signora Maria Luisa Rosica, di Guardiagrele, una vita dedicata al lavoro in questura, agli altri, ai poveri e agli ammalati. È l’unica donna premiata al Merito della Repubblica tra gli altri 11 insigniti come Fabio Marinelli, 48 anni di Casacanditella, luogotenente della Finanza di Pescara, che si è distinto in Alabania per essersi preso cura di persone bisognose e di bimbi rimasti orfani.

E ancora, Sandro Dell'Aquilano, 50 anni di Ortona, luogotenente dei carabinieri che si è distinto nelle missioni di pace in in Bosnia e nel soccorso prestato alla popolazione di Haiti in occasione del terremoto.

A ritirare l’onoreficenza è anche Giancarlo Praino, 43 anni di Chieti, appuntato scelto dei carabinieri che si è distinto nelle operazioni di soccorso nel Kosovo e che dedica parte del suo tempo libero in attività di volontariato negli ospedali.

Sfilano a ritirare il prestigioso riconoscimento con un velo di orgoglio nello sguardo anche CataldoMangione,Antonio Addante, Saverio Enzo Frani, Ennio Vincenzo Giampaolo,Marco Melena e Leonardo Verna. Tra i cavalieri della Repubblica anche Bruno D’Orazio che però è assente come Orazio Parisi. Ma la festa non è ancora finita.

Antonio Corona sollecita il pubblico ad applaudire con maggiore vigore tutti i premiati. Il pubblico risponde alle sue sollecitazioni e aspetta un altro colpo di scena che puntualmente arriva. «Sta per arrivare Natale e vorrei rivolgere a voi tutti il mio augurio. Ma non lo farò da solo. Vorrei che venissero accanto a me altri due affabulatori» dice sorridendo.

I due in questione, Il sindaco Umberto Di Primio e il presidente della Provincia Mario Pupillo stanno al suo gioco e rivolgono il loro augurio di un sereno Natale alla platea che risponde con un fragoroso applauso. Foto di gruppo finale poi il rumore dei tappi di spumante e il profumo intenso dei panettoni chiudono una bella giornata di festa e di riflessione.