«Questo territorio ha diritto di respirare»

5 Novembre 2015

Manifestanti sotto il tribunale per il no alla riattivazione del sansificio di Treglio: Arta e Provincia non diano autorizzazioni

LANCIANO. «Niente più fumi, rumori, asma, nè polvere nera che si deposita su ogni cosa». Il popolo di Treglio è tornato a scendere in piazza contro il sansificio Vecere e la centrale a biomasse Gct sequestrati nel gennaio scorso per una serie di inadempienze e reati ambientali. L’idillio di non subire più il fumo e i rumori da undici mesi si è spezzato qualche giorno fa quando uno dei camini del sansificio ha ricominciato a fumare. «Abitiamo vicinissimi all’impianto», racconta la mamma di due bambini, «e l’aria è irrespirabile. Soffriamo tutti di asma, i miei bambini ci sono praticamente nati. Mio suocero due anni fa è morto di tumore. Non so se è un caso, ma in un anno ci sono stati a Treglio cinque morti di tumore, giovani e anziani. Abbiamo paura, non vogliamo più impianti del genere sul nostro territorio».

Il sit in di protesta con decine di manifestanti e diverse fasce tricolore dei sindaci del comprensorio è andato in scena davanti il tribunale di Lanciano mentre il sindaco di Treglio, Massimiliano Berghella, e i rappresentanti dell’associazione Nuovo Senso Civico, Alessandro Lanci e Tommaso Giambuzzi, erano a colloquio con il procuratore Francesco Menditto che ha autorizzato il dissequestro di uno degli essiccatori del sansificio. «Non siamo contro l’operato della Procura», sostengono Berghella e Lanci, «anzi, la Procura è l’unica istituzione che ha ridato l’aria respirabile ai cittadini, ma non può intervenire sugli atti amministrativi e sulle autorizzazioni concesse da Arta e Provincia».

La battaglia, quindi, si sposta sul piano politico e amministrativo. «Facciamo appello al presidente della Provincia Mario Pupillo», incalza Berghella, «che da medico ci deve dare assicurazioni sulle autorizzazioni che non dovrà concedere e deve informarci di ogni passaggio e di ogni richiesta, cosa purtroppo non avvenuta in questo caso». Il camino numero tre del sansificio ha difatti ricominciato a fumare in regime di attività controllata per capire come si può intervenire sull’abbattimento dei fumi. Si tratta di una modifica non sostanziale all’impianto richiesta dai titolari della centrale agli uffici della Provincia. Ma la gente è stufa. «Non vogliamo nessuna ripresa delle attività», ribadisce il sindaco di Treglio, «gli impianti devono rimanere sotto sequestro ed essere spostati».

Intanto il 16 novembre è prevista la prima udienza del processo che vede imputati i titolari delle due strutture. «Dobbiamo essere in tantissimi», fa appello Nuovo Senso Civico, «solo così si può incidere sulle decisioni che altrimenti passerebbero sulla nostra testa. Con Arta e Provincia agiremo a tutti i livelli per fermare qualsiasi tentativo di nuova autorizzazione». (d.d.l.)

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