«Qui donne e minorenni possono chiedere aiuto»

Il servizio nella Cittadella del volontariato dell’ospedale per iniziativa di Rotary e Asl Caprara: qui si trovano ascolto e consulenza. Caiazzo: chi ama non alza mai le mani
LANCIANO. Un luogo di ascolto e accoglienza gratuito per donne e minori vittime di violenza. È lo sportello “Senza violenza”, aperto all’interno della Cittadella del volontariato, all’ospedale Renzetti, grazie alla collaborazione tra il Rotary club di Lanciano, la Asl e l’associazione “Donn.è”.
LO SPORTELLO. Stanza e mobili bianchi con tocchi di colore, fiori e quadri dove spuntano farfalle. Lo sportello “Senza violenza” rispecchia quella che dovrebbe essere l’anima di donne e bambini: un foglio bianco su cui dipingere la vita con i colori dell’amore. Invece accoglie donne vittime di ogni forma di violenza e minori che subiscono atti di bullismo, i quali però, grazie al sostegno di esperti, possono tornare a sorridere alla vita. «Questo sportello», spiega Licia Caprara, presidente del Rotary Lanciano, «vuole aiutare le donne e i minori vittime di violenza in un luogo dove si tocca con mano questa brutalità, l’ospedale. Qui arrivano persone ferite, fisicamente e non solo, che ora basta che salgano un piano per trovare uno spazio di ascolto e aiuto, avere informazioni e sostegno per uscire da situazioni di violenza fisica, psicologica, economica, sessuale, di molestie o stalking. Il tutto nella massima riservatezza e anonimato. Qui donne e minori hanno un vantaggio: possono denunciare ed essere ascoltati subito, non devono prima tornare a casa, dove magari poi ripensano a quanto accaduto e lasciano stare».
LA RETE. Lo sportello si inserisce nella rete antiviolenza che in città raccoglie diverse associazioni, il Comune, la Asl e il centro antiviolenza Dafne. Questo ha in carico otto donne che stanno cercando di buttarsi alle spalle, con l’aiuto di esperti, un bagaglio di dolore e sofferenza. Non sono poche, come non sono purtroppo pochi gli episodi di violenza e bullismo. Da almeno tre anni, dati della Procura alla mano, si parla di due procedimenti al mese per violenze e maltrattamenti in famiglia e sulle donne.
LA TESTIMONIANZA. «A volte pensiamo che uno schiaffo sia un gesto d’amore e che lui ce lo ha dato perché lo meritiamo. Non è così: chi ama non alza mai le mani per dare schiaffi, bensì per dare carezze». Così Carla Caiazzo, la donna di Pozzuoli che il 1° febbraio 2016, all’ottavo mese di gravidanza, è stata data alle fiamme dall’ex fidanzato, porta la sua testimonianza a Lanciano. «Ci sono segnali che vanno ascoltati», dice Caiazzo che ha subìto quasi 50 interventi per ricostruire il volto sfigurato dalle fiamme, «lo schiaffo, la “sgridata” non sono segni d’amore. La violenza va spezzata con coraggio. Sono viva per miracolo e sfrutto questa seconda vita per aiutare le donne. Tante mi scrivono: hanno paura di denunciare, di non essere credute. Ma bisogna lottare. Ho una associazione di donne “Io rido ancora” (mentre le gettava addosso la benzina, l’ex le urlava “Vedrai se riderai ancora domani”, ndc), perché assieme si può uscire dalla violenza e tornare a colorare la vita di rosa». È lei a tagliare il nastro con l’assessore regionale alla sanità Silvio Paolucci, il direttore generale Asl Pasquale Flacco, la presidente del Rotary, il governatore del Distretto 2090 Rotary Abruzzo Marche Molise Umbria Valerio Borzacchini, Felicia Zulli per Dafne, Francesca Di Muzio per Donn.è e Dora Bendotti, assessore alle Pari opportunità di Lanciano.
CONTATTI. Lo sportello sarà aperto il martedì dalle 16,30 alle 18,30 e il giovedì dalle 9 alle 12 nella stanza 10 della Cittadella del volontariato. Il primo contatto può avvenire telefonicamente allo 0872.706517 o via Facebook (sulla pagina di Donn.è) o via mail a senzaviolenzalanciano@gmail.com.
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