Quote del Comune alla Pulchra In un dossier i dubbi dei 5 Stelle

Vasto. Libro bianco dell’attivista Del Lupo racconta la cessione del capitale pubblico alla ditta dei rifiuti L’autore: «Ente danneggiato». Il sindaco Menna: «Mai dubbi sul mio operato, porto il volume in procura»
VASTO. Dall’avvio della procedura di dismissione all’aggiudicazione della gara a cui partecipò un unico concorrente. Offre una ricostruzione cronologica e dettagliata di tutti i passaggi che hanno costellato la vendita delle quote pubbliche detenute dal Comune nella Pulchra, il libro bianco di Angelo Del Lupo, del Movimento 5 Stelle. L’opuscolo, allegato al numero di gennaio del periodico locale “Vasto Domani”, altro non è che la cronistoria di una delle vicende più contestate degli ultimi anni, con lo scopo dichiarato dall’autore di voler dare «un contributo alla conoscenza dei fatti e uno stimolo di riflessione per tutti i cittadini, compresi i consiglieri comunali che con il loro voto hanno approvato una operazione di dubbia convenienza per il Comune e di sicuro vantaggio per il privato». Una ricostruzione destinata a fare non poco rumore negli ambienti politici, dove si registrano le prime reazioni.
PRIVATIZZAZIONE DELLA PULCHRA. La procedura oggetto di disamina è quella relativa alla vendita delle quote pubbliche (51%) detenute dal Comune nella Pulchra, la società - oggi completamente privatizzata - che gestisce il servizio di igiene urbana e la raccolta differenziata. «Una lettura attenta degli atti evidenzia, a parer mio, come l’amministrazione comunale si sia posta fin dall’inizio l’obiettivo di cedere le azioni alla Sapi (socio privato, ndc) e con esse un nuovo contratto di affidamento del servizio per altri 5 anni», sottolinea Del Lupo, la cui ricostruzione inizia con l’avvio della procedura di alienazione delle quote e termina all’esito della gara «con il Comune che ha visto ridursi i ricavi della vendita delle quote e aumentare i costi del servizio. In pratica», tira le somme l’attivista grillino, «si è trattato per il Comune di una gara tutta a perdere e contraria agli interessi dei cittadini». Secondo l’attivista del M5S «le ipotesi alternative alla vendita della quota (gara ad evidenza pubblica o affidamento in house), seppur prese teoricamente in considerazione, non sono state valutate adeguatamente e correttamente, come si evince dalla relazione tecnico-economica dei dirigenti».
CONCLUSIONI. Secondo l’autore del libro bianco «tutte le azioni mirate all’alienazione della quota in favore del socio privato (Sapi) e l’affidamento del servizio per ulteriori cinque anni sono invalidate dalla mancanza del requisito richiesto dalla legge da parte della Pulchra. La relazione di revisione della perizia relativa al valore della quota, che ha comportato una riduzione da 1.336.311 euro a 1.158.965 euro, contiene errori e omissioni evidenti», continua Del Lupo, «tutti nell’unica direzione di ridurre il valore in danno del Comune e a beneficio dell’acquirente privato». Nella ricostruzione, corredata da delibere, perizie, avviso pubblico e relazione tecnico-economica, si fa anche cenno all’offerta presentata dalla EcoLan che, a fronte di un canone annuo di 4.584.476 euro, avrebbe consentito un risparmio in discarica di 120mila euro. REAZIONE DEL SINDACO. «Sto valutando di trasmettere il libro bianco al presidente del tribunale, alla Procura e alla Corte dei conti», commenta Francesco Menna, «perché mette in dubbio la correttezza e la legittimità dell’azione amministrativa relativamente alla vendita delle quote pubbliche. Secondo l’autore non si è perseguito l’interesse collettivo. Non posso consentire che si adombrino dubbi sull’operato della pubblica amministrazione e sulla sua trasparenza. Al procuratore chiederò di analizzare quanto diffuso, allegando norme, riferimenti legislativi e sentenze che obbligano i comuni a fare una ricognizione delle società partecipate e alla alienazione delle quote».
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