Raccolta lumache vietata «Devo studiare le specie»

25 Settembre 2014

Mistero svelato a Guardiagrele, il proprietario dell’area è appassionato di fauna e creatore del museo dove sono custoditi 4mila insetti e 600 rapaci imbalsamati

GUARDIAGRELE. «É severamente vietato raccogliere le lumache in questa zona». La scritta, riportata in diversi cartelli apposti in bella vista su degli alberi di un fitto bosco, posto all'entrata della cittadina, nei pressi dell'ospedale civile, ha destato in questi giorni lo stupore e la curiosità di molti automobilisti di passaggio nella zona. Esclusa nel posto la possibilità dell'esistenza di un allevamento di elicicoltura, molti si sono domandati cosa ci fosse dietro quello strano divieto. Il mistero è stato svelato dal proprietario del terreno Domenico Di Marino, appassionato studioso del mondo faunistico e creatore nella cittadina del museo permanente della fauna nazionale e internazionale, uno nel settore dei più preziosi al mondo. «In quell' area boschiva», spiega Di Marino, «sto svolgendo degli studi sul comportamento di diverse specie di lumache. Di questi piccoli esseri ermafroditi, cioè in possesso sia dell'apparato genitale maschile che femminile, sto analizzando soprattutto la possibilità di accoppiamento e, quindi, di riproduzione tra le diverse specie che ho introdotto nel terreno, tra le quali la helis pomatia o lumaca della borgogna che è una tra le più grandi con il suo peso che oscilla dai 25 ai 45 grammi. C'è poi la petit gris molto più piccola, la helis aspersa che è la più comune nella nostra zona e viene usata nel campo della gastronomia, oltre a tante altre specie come la succenea putris e la piccolissima delima itala. Fin da piccolissimo», confessa Di Marino, «lo scopo principale della mia vita è stato sempre quello di poter salvare le specie animali in via di estinzione».

A testimonianza dell'amore che Di Marino da sempre nutre per il mondo animale c'è il suo preziosissimo e meraviglioso museo permanente della fauna nazionale e internazionale, un luogo grandioso ed unico in Italia. Qui, si possono trovare imbalsamati migliaia di specie di farfalle, oltre 4000 specie di insetti, 800 di passeracei, 600 di rapaci, migliaia di conchiglie, fossili e coralli, diverse specie di orso, tra cui quello bruno himalayano, quello bianco polare, il nero d' America e il gigantesco grizzly, il più famoso orso nordamericano. Inoltre, una strordinaria anaconda lunga oltre sei metri, un condor della California e un rarissimo pappagallo Ara di spix, la specie più rara al mondo, vissuta eslusivamente nell'area di Bahia in Brasile.

«Di questo pappagallo», conclude Di Marino, «nel 2000 è stata certificata la morte dell' ultimo esemplare selvatico, e da allora la specie è ritenuta formalmente estinta».

Giovanni Iannamico

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