Raccolta rifiuti in città, la giunta vuole l’EcoLan

L’appalto alla Camassa scade a dicembre, l’argomento va in commissione La minoranza attacca: chiarite l’aspetto finanziario. Il Pd: dibattito in corso
LANCIANO. L’amministrazione comunale è pronta ad affidare il servizio di igiene urbana in house, attraverso la gestione da parte della società partecipata EcoLan che si occuperebbe di tutte le fasi del servizio, dallo spazzamento strade fino alla raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti. È di questo che si è parlato ieri mattina in Comune nel corso di una commissione congiunta dei settori ambiente e finanze.
LA NUOVA GESTIONE. Da tempo si parla di affidare alla EcoLan, società partecipata tra le più virtuose del territorio frentano, il servizio di igiene urbana. Attualmente il servizio è svolto dalla Camassa Ambiente subentrata alla Rieco spa nel marzo scorso per effetto di una sentenza del Consiglio di Stato emessa nel 2012. Ma l’appalto, della durata di 5 anni, scadrà alla fine di dicembre.
LA PROPOSTA DI ECOLAN. Il servizio, secondo quanto presentato ieri in aula dal presidente della EcoLan, Massimo Ranieri, promette di essere virtuoso e molto meno caro per le casse pubbliche rispetto a quanto spende attualmente il Comune. EcoLan offre uno staff di 50 unità di cui ben 12 (rispetto alle 6 attuali) dedicate essenzialmente allo spazzamento e pulizia delle strade. La raccolta differenziata porta a porta dalle 3mila utenze attuali sarebbe estesa a tutto il territorio comunale. La società partecipata si accollerebbe, inoltre, l’onere e la responsabilità di portare la percentuale della differenziata, ferma oggi a meno del 30%, al 65% del totale dei rifiuti raccolti. Il Comune di Lanciano proprio per il mancato raggiungimento dell’obiettivo imposto dalla normativa nazionale, paga attualmente una sovratassa del 20% in più rispetto ai comuni virtuosi.
LA POLEMICA CON L’OPPOSIZIONE. In sede di commissione l’opposizione consiliare ha chiesto di incentrare la discussione sull’aspetto finanziario del progetto e in particolare sulla convenienza economica per il Comune e per i cittadini. «Alla nostra richiesta di delucidazioni in merito», sottolineano consiglieri di opposizione Graziella Di Campli, Tonia Paolucci, Luciano Bisbano, Paolo Bomba e Manlio D’Ortona, l’assessore alle finanze Valentino Di Campli, con molta tranquillità ha ammesso la sua non conoscenza della problematica e testualmente ha detto di non aver avuto il tempo di guardare il piano economico del progetto e di non essere in grado di fornire delle risposte». Per l’opposizione, che ha chiesto le immediate dimissioni dell’assessore Di Campli, si tratta di una «gravissima superficialità e mancanza di rispetto nei confronti dei cittadini in considerazione del fatto che tale operazione impatta sulle casse comunali e sulle tasche dei cittadini per circa 4.500.000 di euro».
LA DIFESA DEL PD. «Mi esprimo in difesa di un grande professionista e amministratore come l’assessore Di Campli», dice il segretario cittadino del Pd, Leo Marongiu. «Siamo in fase di commissione ed è chiaro che il dibattito è ancora in corso dato che la discussione sulla gestione dell’igiene urbana dovrà approdare in consiglio comunale per l’approvazione definitiva. Le dichiarazioni dell’opposizione sono quindi esasperate e esagerate, figlie del fatto che siamo entrati in campagna elettorale. A riprova dell’operato positivo dell’assessore Di Campli aggiungo che le stesse persone che oggi gridano alle dimissioni, appena cinque giorni fa sono rimaste in silenzio di fronte all'approvazione del bilancio consuntivo del 2014».
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