Raddoppio della linea ferroviaria, i comitati convocano i politici

Fari puntati sullo studio commissionato dai cittadini al professore Ramella dell’Università di Torino Di Labio denuncia: evidenziamo errori commessi, ma ci sono voci di pressioni per disertare l’incontro
CHIETI. Il comitato intercomunale Comferr torna ad accendere i riflettori sul progetto di velocizzazione delle linea ferroviaria Pescara-Roma. Dopo il consiglio comunale straordinario di Avezzano, che si fa interprete delle esigenze dell’Abruzzo interno chiedendo la realizzazione dell’opera, la risposta dell’area teatino-pescarese arriva sabato con l’incontro del Comferr al Cianfarani di Chieti, patrocinato dall’amministrazione teatina. Invitata tutta la politica abruzzese, dai parlamentari fino ai consiglieri comunali. L’incontro, a partire dalle 10.30, vuole essere, nelle intenzioni degli organizzatori, un confronto costruttivo al fine di prendere decisioni concordate con il territorio. Il confronto sarà fatto sulla base del nuovo studio che il Comferr ha commissionato – pagandolo con una raccolta fondi che non si è ancora conclusa – a Francesco Ramella, docente del corso di laurea Trasporti dell’Università di Torino, che interverrà in videoconferenza.
L’appuntamento sarà aperto dagli esponenti Comferr, a partire dal presidente Antonio Bianchi, di Manoppello, e dall’ex assessore comunale teatino Gianni Di Labio. Porterà i saluti anche il sindaco di Chieti Diego Ferrara che ha patrocinato l’iniziativa.
Illustrate, attraverso interventi tecnici, le conclusioni dell’analisi costi-benefici di Ramella che spiega chiaramente le ragioni del no alla realizzazione dell’opera così come è stata progettata, la parola passerà ai politici. L’invito è stato esteso a tutti. Hanno assicurato la presenza i deputati Daniela Torto, Luciano D’Alfonso e Guerino Testa. In forse la presenza di Nazario Pagano, Giulio Sottanelli, Luigi D’Eramo e Michele Fina. Gli altri parlamentari al momento non hanno risposto all’appello. Per quanto riguarda i consiglieri regionali dovrebbero arrivare gli esponenti del territorio, da Mauro Febbo a Sara Marcozzi, Fabrizio Montepara e Vincenzo D’Incecco. Invitati inoltre i consiglieri comunali di Chieti, Manoppello, Alanno, Scafa e Rosciano.
«Ci giungono voci», dice Di Labio, «di pressioni perché la politica diserti l’incontro. Staremo a vedere. Lo studio che abbiamo commissionato al professor Ramella ha rivisto l’analisi costi-benefici fatta a livello centrale, sottolineando una serie di errori di valutazione commessi. Il punto da cui parte il progetto che ci hanno presentato è l’assunto di voler raddoppiare la linea per avere più treni: ma se si guarda la situazione attuale, si vede che il numero di treni è molto più basso di quello che potrebbe essere. Attualmente transitano dai 20 ai 40 treni, ma la linea a binario singolo potrebbe farne passare 80. Il secondo elemento messo in evidenza dallo studio riguarda la valutazione dell’intero progetto che mette insieme due parti indipendenti: la Pescara-Scafa e la linea che va verso Roma. Su questo secondo tratto effettivamente il traffico è più importante e, dunque, un potenziamento sarebbe giustificato; dal lato di Pescara invece il transito è molto più debole. A questo punto i due progetti dovrebbero essere valutati separatamente. È noto inoltre», conclude Di Labio, «che la progettazione non sia completa e non ci siano soluzioni progettuali per le tratte più difficili, come quella che dovrebbe bucare la montagna».
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