Radio d’epoca, esposizione di successo

29 Agosto 2018

GUARDIAGRELE. Aperta lo scorso 1° agosto la Mostra di radio d’epoca allestita al civico n. 35 di via Roma dal collezionista Carlo Di Sciascio, è stata visitata da tantissime persone provenienti da...

GUARDIAGRELE. Aperta lo scorso 1° agosto la Mostra di radio d’epoca allestita al civico n. 35 di via Roma dal collezionista Carlo Di Sciascio, è stata visitata da tantissime persone provenienti da diverse regioni d’Italia e dall’estero. L’esposizione propone una pregevole raccolta dagli anni Trenta agli anni Sessanta, con una miriade di apparecchi di marche che hanno fatto la storia della radio come Radiomarelli, Philips, La Voce del Padrone, Phonola, Ducati e Minerva. Tra i pezzi più rari spicca una Phonola 547 del 1939 con una strana sagoma, simile a quella di un apparecchio telefonico. «Questa radio, progettata dagli ingegneri Pier Giacomo e Livio Castiglione e Luigi Caccia Dominioni», spiega Di Sciascio, «alla sua nascita ottene subito un grande successo, soprattutto per la sua linea innovativa. Per l’originale conformazione della sua custodia in plastica», aggiunge Di Sciascio, «fu poi soprannominata “lo scarpone”». Con le sue grandi dimensioni interessantissima è poi la Ducati Rr 34 11 del 1946 a tecnologia supereterodina. Tra le radio militari della mostra, particolarmente affascinante è la tedesca Dke, un ricevitore popolare, fatto costruire espressamente da Adolf Hitler. L’esposizione presenta inoltre un’interessante sezione riservata ai televisori, macchine da scrivere, giradischi, mangiadischi e registratori d’epoca. Tra i diversi televisioni è possibile ammirare lo stupendo Radiomarelli Ultravox Ru 509 del 1958 / 59 che all’epoca costava ben 218.000 lire, quando lo stipendio mensile di un operaio era di circa 47.000 lire, un caffè costava 40 lire e un chilo di pane 150. Non manca poi tra i registratori il mitico Geloso 6256 del 1959, realizzato dall’ingegner Arrigo Castelli.
«Con questa mostra», spiega Di Sciascio, «ho voluto evidenziare non solo l’evoluzione tecnologica ed estetica di questi apparecchi, ma anche la diversa funzione sociale che la radio ha rivestito nel corso del tempo. Infatti», ricorda Di Sciascio, «comparsa per la prima volta in Italia negli anni Trenta, suscitò dubbi e curiosità. Poi si diffuse rapidamente in tutta la Penisola, diventando il primo mezzo di comunicazione di massa». La rassegna chiude il 31 agosto.
Giovanni Iannamico
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