Raffica di furti nelle auto, in 8 dal giudice
VASTO. Mercoledì torna davanti al gup del tribunale di Vasto la presunta banda che, in un anno, è riuscita a prelevare denaro da 53 carte di credito rubate in altrettante automobili parcheggiate...
VASTO. Mercoledì torna davanti al gup del tribunale di Vasto la presunta banda che, in un anno, è riuscita a prelevare denaro da 53 carte di credito rubate in altrettante automobili parcheggiate sulla riviera Adriatica. Sette mesi fa, infatti, il giudice ha accolto la richiesta di nullità del rinvio a giudizio presentata dai difensori degli otto imputati e rimandato gli atti al gup. Il 3 dicembre del 2019, il giudice delle udienze preliminari aveva contestato l’adesione allo sciopero degli avvocati dei difensori della presunta banda dei furti arrestata dai carabinieri nel luglio dello stesso anno. Il giudice aveva ritenuto di non poter accettare l’adesione allo sciopero dei difensori degli imputati, vista la gravità della vicenda, e aveva quindi nominato difensori d’ufficio dei detenuti. Così i componenti della presunta associazione erano stati rinviati tutti a giudizio. A febbraio del 2020 gli avvocati Pino Sciarretta, Alessandro Orlando, Raffaele Giacomucci, Isabella Mugoni, Massimiliano Baccalà e Giancarlo D’Angelo, i legali nominati dagli imputati, hanno contestato le decisioni prese del gup. Il collegio presieduto dal giudice Bruno Giangiacomo, dopo una lunga camera di consiglio, ha deciso di accogliere il ricorso degli avvocati e ha rimandato gli atti al gup. Adesso, quindi, la vicenda riparte dall’udienza preliminare. Stando alle accuse la “banda delle card”, in un anno, era riuscita a prelevare denaro da 53 carte di credito rubate in altrettante auto parcheggiate sulla costa Adriatica, da Ortona a Termoli, nel vicino Molise. Per gli arrestati le contestazioni sono diverse. Una trentunenne di origine romena, titolare di un locale, è finita in carcere per essere stata, secondo i carabinieri, compiacente con le persone che “strisciavano” le carte rubate nel suo locale permettendo loro di incassare i contanti. La donna, difesa dall’avvocato, Sciarretta e dal collega Orlando, contesta l’accusa. A giudizio dei carabinieri, il gruppo non sceglieva le vittime a caso. La gang mirava soprattutto alle carte di credito. Gli accertamenti degli investigatori hanno permesso di stabilire all’interno del gruppo diversi ruoli. (p.c.)

