Ragazza ferita al volto allo stadio, chiesti i danni alla Vastese calcio

La 15enne era finita al pronto soccorso per una bottiglia lanciata da un ultras ricercato dalla polizia Azione legale contro la società, gestore dell’Aragona, già multata di 4mila euro per i vari disordini
VASTO. La dirigenza della Vastese calcio potrebbe essere chiamata a rispondere civilmente del ferimento della ragazza di 15 anni colpita domenica pomeriggio allo stadio Aragona da una bottiglia lanciata da un ultras al termine dell'incontro di serie D Vastese-Termoli, perso dai biancorossi e costato ai locali la retrocessione in Eccellenza. I genitori dell'adolescente si sono infatti rivolti a un avvocato. La ragazza ha riportato delle lesioni al viso che, sebbene non profonde, potrebbero lasciare il segno. Non solo sul suo volto. Quanto accaduto è stato un fatto grave che ha turbato tanto la quindicenne. La ragazza è sotto choc per l'accaduto. Quella che doveva essere una giornata di sport spensierato si è trasformato per la giovane in un incubo.
La polizia sta cercando di scoprire chi ha lanciato dall'esterno dello stadio la bottiglia che ha colpito la giovane tifosa. I genitori intanto chiedono che chi era responsabile della gestione dell'arena (quindi la società biancorossa) risarcisca il danno. Al momento non è dato sapere quanto chiedono i familiari della giovane. Di sicuro è un'altra tegola che piomba sulla società calcistica e si aggiunge alla multa da 4mila euro comminata per i disordini. Inoltre il prossimo anno, la squadra dovrà giocare a porte chiuse la prima partita casalinga. Anche il Termoli è stato multato con 3.500 euro.
Intanto la Lega ha espresso un giudizio fortemente critico sulla sicurezza dello stadio Aragona condannando gli atti violenti registrati a fine partita. «La violenza non può essere affatto tollerata», annotano il direttivo e il gruppo consiliare della Lega. «Alla luce di quanto accaduto domenica è chiaro ed evidente che sicuro, lo stadio Aragona, non lo è se è vero come è vero, che alcuni facinorosi sono riusciti ad aprire un cancello di sicurezza e ad accedere sul terreno di gioco. È altrettanto vero che l’ambulanza, arrivata per soccorrere la ragazza rimasta ferita, non è potuta entrare perché una delle porte era praticamente bloccata, semplicemente non si apriva. Se i lavori di messa in sicurezza dello stadio Aragona sono stati questi, allora siamo messi davvero bene», ironizza la Lega che poi si rivolge al sindaco, Francesco Menna: «Ricordiamo che la Lega aveva sottolineato, in occasione della gara di campionato sempre contro il Termoli, che sarebbe stato sufficiente vietare la trasferta ai tifosi ospiti così come si sarebbe potuto fare anche in questa circostanza. Piuttosto che scaricare sempre sugli altri le colpe di sue mancanze, il sindaco dovrebbe iniziare a prendersi le proprie responsabilità e dimostrare reale interesse nei confronti del calcio cittadino, ora più che mai, visto che questa retrocessione lascerà ferite profonde in tutto l’ambiente».
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