Ragazzina violentata e ricattata per 2 anni

Arrestati due aguzzini minorenni: la costringevano ad avere rapporti sessuali con la minaccia di diffondere foto e video
VASTO. Tenero e affettuoso a casa con la madre, duro con gli amici, spietato con una ragazzina di soli 16 anni che ha commesso l’errore di innamorarsi di lui. Rischia da 6 a 12 anni di carcere un insospettabile studente di Vasto ancora minorenne, accusato dai carabinieri insieme a un coetaneo di una lunga serie di reati ai danni dell’adolescente: riduzione in schiavitù, pornografia minorile, violenza sessuale di gruppo, violenza privata, atti persecutori e cessione di droga. La vittima ha da poco compiuto 16 anni. Minacciando di diffondere sul web alcune immagini della ragazzina in atteggiamenti intimi ripresi a sua insaputa, il giovane, con la complicità dell’amico, la costringeva a continui rapporti sessuali singoli o di gruppo. Con l’aggravante di ricorrere alla marijuana per rendere l’adolescente più disinibita. La schiavitù della ragazzina, ricostruita ieri mattina dai carabinieri nel corso di una conferenza stampa, è finita con l’arresto dei due accusati. L’inferno è cominciato due anni fa, quando la vittima aveva solo 14 anni. Le violenze e i ricatti hanno portato la ragazzina a uno stato di prostrazione psicologica. «È salva», dice il maggiore dei carabinieri Amedeo Consales, «grazie all’aiuto di un altro ragazzo di buon senso». La sedicenne è ora aiutata da un’assistente sociale del Servizio tutela minori del Comune e da un pool di esperti. Una grande mano è giunta anche dal centro antiviolenza DonnAttiva. I due presunti ricattatori dopo l’arresto sono stati trasferiti all’istituto penale per minori di Casal del Marmo di Roma.
LA DENUNCIA. La vicenda è iniziata per amore. Amore vero quello di Antonella, amore malato quello di Marco (i nomi sono di fantasia). I due cominciano a frequentarsi. «Le prime esperienze», dice il maggiore Consales, comandante della Compagnia dei carabinieri di Vasto, «sono tipiche di quella età». Marco però riprende di nascosto Antonella durante i suoi primi approcci sessuali con lui e per Antonella comincia l’inferno. Viene costretta a continui rapporti. È il prezzo da pagare per non vedere sul web quelle immagini. Lei per vergogna cede e Marco la costringe a subire la violenza di altri coetanei che abusano di lei. Uno di loro per renderla più accondiscendente le fa fumare uno spinello e la fotografa mentre lei fuma. I ricatti aumentano. Antonella sta male.
LA SALVEZZA. La ragazzina, ormai distrutta psicologicamente, si confida con un ragazzo che le ispira fiducia. Lui l’ascolta e la convince a raccontare tutto ai carabinieri. Antonella segue il suo consiglio e va dai militari dell’Arma. Poco dopo arriva la madre. «La donna», dice Consales, «era all’oscuro di tutto. Con l’assistenza dei servizi sociali la ragazza rivive tutto il suo calvario. E mentre in caserma si libera di quel pesante fardello le arrivano altri messaggi ricattatori di Marco. Antonella segue le direttive dei carabinieri: va all’appuntamento.
LA TRAPPOLA. I carabinieri aspettano l’incontro e intervengono. «Abbiamo sequestrato lo smartphone e il tablet di Marco, individuando i video che ritraevano la ragazza», raccontano i carabinieri. Nel corso di una perquisizione domiciliare alla presenza dei due giovani indagati i militari sequestrano della cannabis. Tutto il materiale è consegnato alla Procura del tribunale dei minori dell’Aquila che ha diretto l’operazione. Il procuratore Roberto Polella ha condiviso le istanze investigative dei carabinieri e la necessità di provvedimenti restrittivi nei confronti di Marco e dell’amico che ha costretto Antonella a fumare. Il gip Cecilia Angrisano ha disposto l’arresto immediato dei due.
L’ARRESTO. Ieri mattina i due presunti aguzzini sono stati trasferiti a Roma in attesa dell’interrogatorio di garanzia. Ad assistere Marco sarà l’avvocato Giovanni Cerella. Le famiglie sono distrutte. «Sono famiglie perbene che non sospettavano nulla», sottolinea il maggiore Consales, «anche per loro è stato traumatico scoprire i due anni di ricatti e i particolari di una vicenda angosciante». I due ragazzi rischiano una pena severa. Per la riduzione in schiavitù, la pornografia e la violenza sessuale il codice parte da un minimo di sei anni di reclusione. Le indagini, nel frattempo, proseguono per accertare se oltre alla ragazza nella vicenda ci siano altre vittime. Gli investigatori stanno cercando di scoprire fino a che punto il fenomeno fosse diffuso e se insieme ai due arrestati ci sono altri complici.
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