Ragazzo pestato, spunta il tentato omicidio

5 Giugno 2018

L’aggressione con una mazza da baseball a Chieti Scalo: si aggravano le accuse per uno dei 4 imputati

CHIETI. Da lesioni aggravate a tentato omicidio. Manuel Surricchio, 23enne di Sambuceto accusato di aver pestato un coetaneo con una mazza da baseball nella notte del 7 maggio del 2016 in via Pescara, a poche centinaia di metri dal pub Il Baffo, dovrà rispondere della più pesante accusa di tentato omicidio e non più di lesioni davanti al giudice Andrea Di Berardino, mentre gli altri tre ragazzi fermati con lui stanno andando avanti con i patteggiamenti per il reato meno grave di lesioni aggravate. Le strade giudiziarie dei quattro si sono divise, infatti, a seconda delle strategie messe in campo dai loro avvocati. Lo scorso febbraio la richiesta di rito abbreviato per Surricchio era approdata dinanzi al gup Luca De Ninis, che aveva rimandato il fascicolo in Procura chiedendo di riformulare il reato da lesioni a tentato omicidio. A marzo nei confronti di Surricchio è partita una nuova richiesta di rinvio a giudizio con la nuova e più grave imputazione. Il 24enne teatino aggredito si è costituito parte civile.
Nella notte del 7 maggio 2016 il ragazzo teatino era stato accerchiato da un gruppo di persone che lo picchiò selvaggiamente, anche con una mazza da baseball. Le forze dell’ordine riuscirono a risalire solo a quattro di loro: Surricchio, Stefano Di Marco, Matteo Orsini e Antonio Ferri, tutti di Sambuceto e Pescara. Gli altri treandranno a giudizio il 9 gennaio con le richieste di patteggiamento proposte dagli avvocati Melania Navelli e Giancarlo De Marco. Ferri e Di Marco hanno anche risarcito con 5mila euro ognuno il ragazzo assalito. Secondo la ricostruzione della Procura fu una sorta di spedizione punitiva. Forse effettuata per motivi di donne. Dopo aver trovato il ragazzo teatino, il gruppo di pescaresi lo ha inseguito e accerchiato. Ad utilizzare la mazza da baseball sarebbe stato Orsini. Così scrive la Procura: «Orsini lo aveva attinto alla testa con una mazza da baseball facendolo cadere e, unitamente agli altri complici, mentre la vittima era a terra, lo attingeva con calci e pugni al corpo e al capo, in modo da procurargli lesioni personali». Il proprietario del Baffo, accortosi della rissa aveva chiamato i carabinieri, ma quando sono arrivati gli uomini dell’Arma, c’era solo il ragazzo pestato a terra. Trasportato in ospedale, ha ricevuto una prognosi di 66 giorni. (a.i.)