Raid in villa, il capo gang resta in cella

La Procura gli notifica l’ordinanza, il 26enne romeno ora dovrà rispondere di rapina, lesioni e sequestro di persona
LANCIANO. Carcere per il capo banda. Il gip Massimo Canosa ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere per Alexandru Bogdan Colteanu, 26 anni, romeno, ritenuto il capo della banda che ha compiuto la cruenta rapina ai danni dei coniugi Martelli la notte del 23 settembre scorso. Anche per il 26enne arrestato a Casal di Principe (Caserta) con l’accusa di ricettazione perché tentava di vendere un orologio, un Breitling, rubato proprio al medico Carlo Martelli per proseguire la fuga e perché deve scontare una pena definitiva a un anno e 4 mesi per una precedente cruenta rapina a Frosinone, è scattata l’accusa di concorso in rapina pluriaggravata, lesioni gravissime, sequestro di persona e porto abusivo di arma. Con questo atto si chiude il cerchio sul brutale assalto in villa.
In meno di due settimane, coordinati dal procuratore capo di Lanciano, Mirvana Di Serio, polizia e carabinieri hanno arrestato i 5 componenti della banda e il fiancheggiatore. In carcere sono finiti tre giorni dopo la rapina i fratelli Turlica, Costantin Aurel, 22 anni, e Ion Cosmin, 20 anni, il cugino Ruset Aurel, 25 anni, i primi a confessare la rapina e a scaricare su Colteanu le colpe delle botte al medico e del taglio dell’orecchio alla moglie, Niva Bazzan. Poi è stata la volta di Bogdan Gheorghe Ghiviziu, 26 anni, il palo-autista della banda assoldato da Colteanu, arrestato dopo la caccia all’uomo tra le campagne di Lanciano. L’unico scarcerato è il fiancheggiatore Gheorghe Traian Jacota, 48 anni, che stava aiutando Ghiviziu a fuggire.
Ma aver bloccato la banda non significa aver chiuso le indagini. Che, anzi, proseguono con vertici continui in Procura e con un grande dispiegamento di forze di poliziotti locali, uomini dello Sco, carabinieri frentani e dieci esperti dello speciale gruppo Compagnie di intervento operativo arrivati dalla Calabria. Adesso ci sono da analizzare intercettazioni telefoniche, video, ci sono i risultati delle analisi della scientifica da attendere, si lavora sulle celle telefoniche per capire i precedenti spostamenti della gang. Questo perché, come aveva detto il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, una volta chiusa questa rapina si procedeva con le altre, per capire se sia la stessa banda ad aver rapinato Domenico Iezzi, il commerciante di San Vito a cui i ladri hanno amputato il dito indice, Massimiliano Delle Vigne a Santa Maria Imbaro, Carlo Iubatti nella sua casa a Guardiagrele. E per capire se ci sono altri componenti che sono entrati in scena ad esempio nei 6 furti con spaccata ai bar. Quelli che hanno permesso ai carabinieri di risalire ai Turlica dando una grossa mano alle indagini della polizia per la rapina alla villa di Martelli.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

