Raid incendiario, l’accusato parla per due ore

Ordigno sotto l’auto di una donna il 15 gennaio scorso: Sgrò nega tutto e chiede gli arresti domiciliari
VASTO. Fatti, circostanze, alibi usati per tentare di rendere più leggera la sua posizione. È durato più di due ore l'interrogatorio di Antonio Sgrò, il 65enne accusato del raid incendiario di gennaio in via Dei Conti Ricci. L'uomo è in carcere dalla fine di gennaio e in una stanza di Torre Sinello si è tenuto l'interrogatorio del pm Vincenzo Chirico affiancato da un'assistente. Antonio Sgrò, di origine calabrese, è ritenuto responsabile del tentato attentato incendiario di domenica 15 gennaio ai danni di una donna che abita a Vasto, in via Dei Conti Ricci. Sette i capi d’imputazione che gli vengono contestati, dagli atti persecutori al tentato incendio, piuttosto che il possesso d'armi ed esplosivi. Un quadro accusatorio piuttosto grave per nulla alleggerito dal passato dell'accusato che non depone affatto in suo favore. Non lo aiuta neppure la corrispondenza telematica con la scampata vittima. Eppure lui, assistito dall'avvocato Raffaele Giacomucci, ha risposto a tutte le domande del pm, negando ogni addebito. Sgrò assicura di essere innocente. Ha ammesso di conoscere la vittima ma ha negato di aver sistemato sotto l'auto della donna un ordigno a orologeria. L'interrogatorio è stato filmato e sarà mostrato ai legali della parte lesa. Il pm ha preso atto delle dichiarazioni del 65enne. Le decisioni del magistrato saranno depositate a breve.
Nel frattempo Sgrò, che sostiene di avere problemi cardiaci che renderebbero inadeguata la carcerazione, resta nel carcere di Torre Sinello. L'avvocato Giacomucci due mesi fa aveva chiesto la modifica dell'ordinanza di custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari. Una richiesta che tuttavia non è stata accolta. Del resto le accuse sono pesanti. A Sgrò viene contestato nell'ordine il tentato incendio, detenzione e porto abusivo di ordigno di tipo incendiario e atti persecutori. Le perquisizioni della polizia nella sua casa hanno portato al rinvenimento e sequestro di materiale identico a quello usato per confezionare l'ordigno incendiario. Eppure, lui respinge le accuse. (p.c.)
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