Raimondi prende la tessera Pd, saltano gli equilibri in giunta

7 Febbraio 2023

L’adesione dell’assessore al Partito democratico fa salire a tre gli esponenti dem nell’esecutivo Ferrara Il diretto interessato: «Continuerò a svolgere il mio ruolo come ho sempre fatto, non ci sono problemi»

CHIETI. Alla vigilia dei congressi cittadini del Partito democratico, il Pd vanta in città una tessera in più. Ed è una tessera che pesa. Perché il nome che vi si trova scritto è quello dell’assessore comunale Enrico Raimondi, punto di riferimento dell'area della sinistra teatina.
L’assessore, che nel 2008 lasciò il Partito democratico a pochi mesi dalla sua costituzione, non ha reso pubblica la sua adesione, ma conferma la sottoscrizione della tessera: «Ho aderito al Pd perché sto seguendo con attenzione la fase congressuale del partito», dice, «la mia adesione va a sostegno della candidatura di Gianni Cuperlo, perché credo che in questa fase sia necessario dare un contributo per la definizione di un campo progressista in grado di battere le destre, sperando che si arrivi alla costituzione di un partito plurale».
L’adesione di Raimondi al Pd potrebbe, però, creare problemi di equilibrio all’interno della giunta del sindaco Diego Ferrara. Perché il Partito democratico si ritroverebbe con tre assessori dem – Chiara Zappalorto e Stefano Rispoli, oltre a Raimondi – e solo quattro consiglieri comunali – il capogruppo Filippo Di Giovanni, Barbara Di Roberto, Pietro Iacobitti e Paride Paci. L’accordo politico alla base della costituzione della giunta comunale prevedeva invece che l'assessore scattasse ogni due consiglieri comunali. A conti fatti, dunque, il Partito democratico risulterebbe sovra-rappresentato in giunta.
Al momento nessuno ha sollevato obiezioni e Raimondi, in giunta da assessore esterno di fiducia del sindaco, spiega che continuerà a svolgere l’incarico «come sempre fatto, ovvero parlando con tutti i gruppi consiliari. Sono uscito da Sinistra italiana perché il circolo teatino di Sinistra italiana riteneva di non avere un rappresentante in giunta, a conferma che non c’è corrispondenza tra la mia appartenenza a un partito e il mio ruolo nell’esecutivo comunale. Non credo ci sia un problema di equilibrio politico: se nessuno ha posto il tema della rappresentanza del Pd quando il partito ha perso un consigliere comunale – il riferimento è al passaggio del consigliere Valentina De Luca dal Partito democratico a Liberi a sinistra – non capisco perché lo si debba porre ora. E comunque», sottolinea l’assessore, «le mie deleghe sono sempre state nella disponibilità del sindaco».
Raimondi smentisce anche qualsiasi strategia politica in vista dei futuri appuntamenti elettorali e spiega che il Pd da cui era uscito nel 2008 è, a suo avviso, un partito molto diverso da quello odierno e, cosa non meno importante, è radicalmente differente anche l’attuale contesto politico che vede la destra al governo.
Intanto il partito teatino si è messo in moto in vista della primarie aperte del 26 febbraio che si terranno in tutta Italia. Prima di questo appuntamento il segretario cittadino Enrico Iacobitti ha convocato i due congressi di circolo di Chieti alta e di Chieti Scalo per sabato e domenica prossimi.
«In questo caso si tratta di un appuntamento riservato ai soli iscritti al Pd», spiega Iacobitti, «chiamati a esprimersi sulle mozioni nazionali. Per le primarie aperte di domenica 26, invece, si voterà nella sede dell'Hotel Iacone a Chieti Scalo e in quella del Grande Alberto Abruzzo a Chieti alta».
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