Raimondi sul dopo-Di Primio: bene Di Paolo, sì alla coalizione larga

12 Giugno 2017

CHIETI. Il primo a raccogliere la sollecitazione del consigliere Bruno Di Paolo sul dopo-Di Primio è il capogruppo dell’Altra Chieti, Enrico Raimondi. L’esponente della sinistra teatina è disposto...

CHIETI. Il primo a raccogliere la sollecitazione del consigliere Bruno Di Paolo sul dopo-Di Primio è il capogruppo dell’Altra Chieti, Enrico Raimondi. L’esponente della sinistra teatina è disposto anche a mettere da parte il colore politico, superando «gli attuali schieramenti (centrosinistra- centrodestra)», per «costruire, sulla base di un programma condiviso, una larga coalizione civica, composta da donne e di uomini che vogliono, non a chiacchiere, dare un futuro alla nostra città». Nel raccogliere l’appello di Di Paolo sulla necessità di preparare con sufficiente anticipo le prossime elezioni comunali, Raimondi ricorda che già il consigliere comunale del Partito democratico, Alessio Di Iorio, aveva manifestato una posizione simile. «Esprimo profondo interesse per gli appelli lanciati prima dal consigliere comunale Di Iorio e, più di recente, dal consigliere Bruno Di Paolo», dice infatti Raimondi, «finalizzati ad avviare una riflessione sulle prossime elezioni amministrative comunali di Chieti che si terranno, a scadenza naturale, nel 2020». Secondo Raimondi, se si parla già adesso del dopo-Di Primio, è perché non se ne può più dell’attuale gestione comunale: «Il fatto che entrambi questi consiglieri abbiano posto con così largo anticipo il tema del voto amministrativo», dice infatti a riguardo, «è espressione della crescente insofferenza verso la giunta Di Primio, manifestata anche da parti importanti del centrodestra cittadino». Il consigliere non si fa sfuggire l’occasione per ricordare quali, a suo parere, sono i limiti di questa giunta: «A fronte di un aumento generalizzato dei tributi locali non vi è stato un miglioramento dei servizi; al contrario, sono sotto gli occhi di tutti la condizione delle strade, la scarsa manutenzione e pulizia, gli ormai cronici disservizi nell’erogazione dell’acqua. Se a questo si aggiunge l’assenza di investimenti per la riqualificazione dei quartieri cittadini e dello Scalo, l’assenza di una programmazione finalizzata a promuovere il nostro territorio, dal punto di vista commerciale e turistico, il mancato dialogo con l’Università per migliorare i servizi agli studenti e renderli parte integrante della città (e gli esempi possono continuare), il quadro è desolante». E così Raimondi rilancia l’idea di un dialogo aperto anche alle forze civiche per costruire un progetto comune: «Serve mettere insieme idee, progetti e persone per ridare un governo alla città di Chieti».