Ranieri, alto senso civico e talento nell’arte

14 Luglio 2019

Paglieta. Oggi chiude la mostra dedicata al giovane ucciso a Roma. Il papà: ora conosco le sue opere

PAGLIETA. Dipinti, disegni a inchiostro e a matita che ritraggono simboli sacri, Madonne e oggetti di uso comune. È il mondo artistico di Umberto Ranieri, in arte Nniet Brovdi, che il suo paese d’origine, Paglieta, ha deciso di scoprire e far conoscere al pubblico. Un omaggio postumo allo sfortunato artista, ucciso da un pugno lo scorso marzo in una piazza di Roma. All’inaugurazione della mostra, che resta aperta fino a oggi (orari 10-13 e 16-23) nella sala polivalente in via Pertini, Paglieta risponde con una grande partecipazione.
«Ero molto legato a Umberto, con lui ho frequentato le scuole elementari e medie», racconta il vicesindaco Antonio Demattia, «fin da bambino aveva questo talento che noi tutti invidiavamo. Spero che questa sia solo la prima di una serie di mostre delle sue opere. Come amministrazione comunale, inoltre, vogliamo ricordarlo intitolando al suo nome un premio per idee, composizioni e opere artistico-culturali». Ci sono gli amici dell’Accademia, familiari e conoscenti di Umberto. In prima fila siedono, emozionati, la mamma Anna e il papà Filomeno. «Sono contento che abbiano voluto organizzare questa iniziativa, neanche io conosco tante opere di mio figlio», dice Filomeno, più sereno dopo che i carabinieri di Roma hanno arrestato il presunto responsabile - un diciottenne di origine tunisina - dell’omicidio di Umberto. Un ringraziamento all’arma dei carabinieri arriva dal sindaco, Ernesto Graziani, che poi aggiunge: «Umberto era gentile, modesto, incapace di rivolgersi al prossimo in modo brusco. Lo voglio ricordare per il suo alto senso civico che lo ha indotto a non girare la testa dall’altra parte davanti a un gesto irrispettoso verso un bene comune (è stato ucciso per aver rimproverato dei ragazzi di sporcare un parco, ndc). La sua è una lezione di vita per tutti noi. Se vogliamo ricordarlo davvero, non dobbiamo mai girare la testa dall’altra parte».
Nei locali della sala polivalente c’è solo una parte della vasta produzione artistica di Ranieri. «È una personalità artistica sicura, originale», dice Esmeralda Pagano, presidente del Museo delle tradizioni popolari Nelli-Polsoni che ha organizzato l’esposizione insieme al Comune, «i messaggi che ci lascia sono intensi, universali. Spero che questo allestimento serva a far conoscere almeno un po’ questo artista molto interessante».
Spiccano due dipinti, due icone realizzate negli anni ’90 e commissionate dal parroco della chiesa Maria Santissima dell’Iconicella, a Lanciano. «Era un artista multimediale, fortemente simbolico», lo descrive il critico Nicola Ranieri, «in Accademia fu rimproverato per avere dipinto una Madonna con i carciofi, ma non era una parodia blasfema. Sfogliare il carciofo è togliere l’esteriorità, arrivare all’essenza. Il segno di una vocazione metafisica che lo ha condotto alla via dello spirituale nell’arte».
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