Rapina ai Martelli, via ai prelievi del Dna
LANCIANO. Si procede con accertamenti tecnici ripetibili e non, ovvero con i tamponi per prendere il Dna dei componenti della banda romena che ha rapinato i coniugi Martelli il 23 settembre scorso....
LANCIANO. Si procede con accertamenti tecnici ripetibili e non, ovvero con i tamponi per prendere il Dna dei componenti della banda romena che ha rapinato i coniugi Martelli il 23 settembre scorso. Rapina cruenta con il medico Martelli pestato a sangue e la moglie Niva a cui è stato tagliato metà orecchio per un anello, due orologi e 1.990 euro. Oggi tocca a Marius Adrian Martin, da tre giorni nel carcere di Lanciano e difeso dall’avvocato Andrea D’Alessandro, lunedì a George Bogdan Ghiviziu rappresentato da Paolo Sisti e ad Alexander Bogadan Colteanu difeso da Marco Sgattoni di Teramo e Salvatore Fachile di Roma. A seguire anche ai fratelli Ion Cosmin e Costantin Aurel Turlica e Ruset Aurel. Ai rapinatori saranno fatti dei tamponi boccali, per prendere la saliva e il dna. Un esame che servirà alla scientifica di Ancona impegnata nell’analisi dei tantissimi reperti presi dal giorno della rapina nella villa (persino le cicche delle sigarette fuori dalla casa), nell’appartamento dei Turlica a Corso Roma, nelle auto -la golf nera dei fratelli Turlica e la Bmw di Ghiviziu- usate nel giorno del colpo. Si tratta di impronte, tracce ematiche e biologiche trovate sulle auto, in casa e poi su tute, scarpe, passamontagna, guanti, nonché sullo scotch e le fascette usate per imbavagliare e legare il medico e la moglie che erano in un borsone abbandonato in una campagna e trovato dai carabinieri. Ci sono anche i contenuti dei cellulari sequestrati ai rapinatori con centinaia di numeri, di chat, di foto e video analizzati dalla polizia. Il dna serve per avere ulteriori riscontri, come precisato dal questore di Chieti Ruggiero Borzacchiello, per cercare di essere il più possibile probanti in giudizio. (t.d.r.)
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