Rapina al direttore del Todis Il basista respinge le accuse
VASTO. «Non c’entro niente». Sante Bevilacqua, 35 anni, interrogato dal gip Anna Rosa Capuozzo alla presenza dell’avvocato Raffaele Giacomucci, respinge le accuse. L’uomo è finito in manette per la...
VASTO. «Non c’entro niente». Sante Bevilacqua, 35 anni, interrogato dal gip Anna Rosa Capuozzo alla presenza dell’avvocato Raffaele Giacomucci, respinge le accuse. L’uomo è finito in manette per la rapina al direttore del supermercato Todis, avvenuta l’anno scorso nel parcheggio multipiano di via Ugo Foscolo. È accusato di essere il basista e informatore di Vali Cristea, l’albanese arrestato un anno fa, inchiodato da indagini tecniche, da un’utenza mobile romena e dalle immagini acquisite dalla videosorveglianza.
I carabinieri ritengono che dietro la rapina ci fosse Bevilacqua, informatore locale che conosceva le abitudini della vittima. «Il mio assistito nega. Conosceva Cristea che aveva fatto alcuni lavoretti per lui. Nient’altro», dice Giacomucci, che alla fine dell’interrogatorio ha presentato la richiesta di scarcerazione per il suo assistito. Gli investigatori, però, ritengono di avere acquisito elementi precisi che dimostrerebbero il supporto alla rapina di Bevilacqua. «Avrebbe avuto il ruolo di ideatore e organizzatore della rapina», annotano i militari. Il gip ha tempo 5 giorni per decidere se accogliere o meno le richieste del legale. (p.c.)

