Rapina choc in villa, banditi braccati

26 Settembre 2018

Due rapinatori immortalati dalle telecamere della banca. Quattro i prelievi effettuati per un bottino di 1.800 euro

LANCIANO. Il cerchio si stringe attorno alla banda che domenica scorsa, per due ore, ha tenuto in ostaggio e picchiato con inaudita violenza i coniugi Carlo Martelli, chirurgo in pensione, e Niva Bazzan, ex infermiera. Alla donna i rapinatori hanno tagliato con una roncola un pezzo del padiglione auricolare. La polizia sarebbe col fiato sul collo di alcuni componenti della banda, che sarebbero italiani. Il questore di Chieti, Ruggiero Borzacchiello, dice che le indagini «sono serrate» e rassicura i cittadini: «Li prenderemo».
I FILMATI. Decine i filmati che gli agenti della Squadra mobile di Chieti, del commissariato di Lanciano e dello Sco (servizio centrale operativo) di Roma, stanno scandagliando alla ricerca di indizi utili alle indagini. «Un lavoro certosino», dice il questore che ieri ha visitato i coniugi in ospedale, «e che ha bisogno dei suoi tempi». Immagini prese dalle banche, dalle strade di accesso e di uscita in città, dai cittadini che vivono vicino alla villa che sarà dissequestrata. I filmati su cui è più alta l’attenzione degli inquirenti sono quelli della Ubi Banca, in via Per Fossacesia, dove due dei quattro banditi incappucciati hanno fatto i prelievi usando i bancomat sottratti al medico che, nonostante i pugni e il dolore, ha ricordato i codici Pin. «Dai primi accertamenti», dice Borzacchiello, «risultano quattro prelievi per un ammontare di circa 1.800 euro totali. Si vedono due persone, ma incappucciate. Cerchiamo particolari, ma è un lavoro che ha bisogno dei suoi tempi e di riserbo, non possiamo sbilanciarci. Dobbiamo continuare a cercare».
LA BANDA. Uomini esperti, con uno o due componenti italiani, spietati e violenti. Indossano passamontagna, felpe e guanti per non lasciare tracce. Sono quattro, a cui si aggiunge un basista. Queste le caratteristiche della banda che potrebbe aver commesso altre sei rapine a partire dal settembre 2017. «Ogni episodio ha una storia a sé», spiega il questore, «non possiamo dire che tutti gli episodi avvenuti sono riconducibili agli stessi soggetti, ci sono varie bande che agiscono. Che qui ci siano infiltrazioni della criminalità organizzata e non, sottolineo non, vuol dire che questo territorio è appetibile per la malavita, anche perché è facilmente raggiungibile. Ora bisogna individuare i responsabili di quest’ultima rapina che è stata di una violenza inusuale e gratuita, perché commessa su due persone inermi che non potevano offrire alcuna resistenza. I servizi sul territorio da ieri sono più massicci con carabinieri e guardia di finanza (effettuati già anche vari posti di blocco, ndc) per arrivare il prima possibile alla soluzione. La preoccupazione dei cittadini è legata alla percezione della sicurezza ma bisogna stare tranquilli: i risultati ci saranno».
LE FORZE IMPEGNATE. Tanti gli agenti del commissariato di Lanciano, della Mobile di Chieti e di Roma in azione. Ci sono poi gli uomini della Scientifica di Ancona, che hanno recuperato anche i mozziconi delle sigarette trovate vicino alla villa per non lasciare nulla al caso. Poi ci sono i carabinieri della compagnia di Lanciano, con le stazioni sparse sul territorio, dal mare alla montagna, e la guardia finanza. «I compiti sono divisi», precisa Borzacchiello, «e ci si confronta quando si trovano elementi comuni. Le indagini sono serrate, continue e non si tralascia nulla». Anche testimoni che asseriscono di essere stati aggrediti dalla stessa banda.
L’ALTRA VITTIMA. «Sono le stesse persone, ne sono sicuro», dice Massimiliano Delle Vigne, che il 5 settembre 2017 subì una rapina in villa assieme alla moglie. I due furono presi a manganellate, a calci e pugni. «Anche se ho visto solo occhi dietro un cappuccio e voci, tutto combacia», afferma il commerciante, «il capo forse è un pugliese e gli altri sono dell’est Europa».
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