Rapina col macete Il 39enne indagato rimane in carcere
VASTO. Ha negato di avere aggredito la polizia e sostenuto di non avere mai avuto intenzione di fare una rapina. Avrebbe raggiunto il negozio di alimentari in cui è stato bloccato dagli agenti con...
VASTO. Ha negato di avere aggredito la polizia e sostenuto di non avere mai avuto intenzione di fare una rapina. Avrebbe raggiunto il negozio di alimentari in cui è stato bloccato dagli agenti con le armi in mano (e un passamontagna in testa) solo per vendicare la compagna che era stata maltrattata poco prima. Questa la versione fornita ieri al gip del Tribunale di Vasto Anna Rosa Capuozzo da Marcello D'Alò, 39 anni, l'uomo che giovedi pomeriggio ha aggredito con un machete e una pistola la polizia in un negozio di alimentari.
L'interrogatorio di D'Alò e la convalida sono stati fatti all'interno del carcere di Torre Sinello. Una versione , quella dell'accusato ben diversa da quello che raccontano alcuni cittadini che hanno assistito alla scena. «Per evitare un conflitto a fuoco gli agenti hanno ingaggiato una colluttazione», ricorda il dirigente del commissariato, Alessandro Di Blasio. Il gip ha convalidato l'arresto e rimandato D'Alò in cella con l'accusa di tentata rapina aggravata. Il difensore , l'avvocato Raffaele Giacomucci ha chiesto una misura alternativa: obbligo di firma o domiciliari. Il pm Enrica Medori si è opposta. Il gip si è riservato di decidere. (p.c.)

