Rapina con pistola nella sala scommesse

Il raid poco prima della chiusura del Punto Snai, arma in pugno uno dei due complici si fa consegnare 15 mila euro
VASTO. Per agire hanno aspettato che nel punto Snai ci fosse un solo cliente. Pistola in pugno uno dei due è entrato nella sala scommesse “Evento Gioco”, Punto Snai, di via della Croci mentre a poca distanza il complice lo ha aspettato in auto. Pochi secondi, una frase pronunciata con una spiccata cadenza vastese, uno spintone e il bottino, che è di quasi 15mila euro, strappato di mano ad uno dei dipendenti. E' accaduto domenica sera all'ora di chiusura a pochi passi dal centro cittadino. Impossibile riconoscere il rapinatore. Il suo volto era coperto da sciarpa e cappello. Ben visibile la pistola che teneva in pugno. L'uomo, piuttosto nervoso si muoveva a scatti, ma sembrava perfettamente a conoscenza dei luoghi. Ha fatto irruzione nel locale pochi minuti prima della chiusura cogliendo di sorpresa i due dipendenti. A voce alta e con tono minaccioso ha intimato agli addetti al banco, un ragazzo e una ragazza, di consegnargli l'incasso. Una volta presi i soldi si è allontanato dal locale percorrendo un breve tratto a piedi. Ad aspettarlo c'era una Volkswagen Golf' vecchio tipo, di colore grigio con il motore acceso ed un complice al volante. La scena pare sia stata ripresa da una telecamera, ma bisogna verificare se l'oscurità ha consentito di fissare immagini buone e se l'obiettivo ha catturato elementi utili. Sul posto sono immediatamente intervenuti i carabinieri. Complice il buio i due sono riusciti a dileguarsi. I militari hanno ascoltato il racconto delle vittime e dell'unico testimone. Nessuno di loro però è riuscito ad essere utile. Un altro scossone per la città, già tanto spaventata dal moltiplicarsi dei furti in appartamento. Inevitabili le polemiche. «Quello che è accaduto nella Sala scommesse dimostra che la telecamera aiuta ma non scoraggia», afferma il consigliere comunale Davide D'Alessandro (Noi con Salvini). «Può essere un primo passo, ma non definitivo», afferma D'Alessandro tornando a sollecitare il censimento della popolazione. «E' stato chiesto al sindaco Luciano Lapenna di verificare nome per nome chi sono gli occupanti delle case, soprattutto nel centro storico. Ci è stato risposto che vogliamo schedare, che vogliamo costruire recinti come fossimo ad Auschwitz. La verità è che i cittadini vastesi non si sentono sicuri. Chiedono altro e di più rispetto alle telecamere che, ovviamente, dovranno coprire tutta la città e non soltanto alcuni punti, come adesso. Chiedono che le forze dell'ordine siano potenziate, chiedono che alle forze dell'ordine arrivino maggiori risorse per combattere il crimine generalizzato».

