Rapina in banca: indagini su San Salvo

26 Ottobre 2018

Uno dei due banditi visto nella città confinante. Rubata a Foggia la Fiat Uno abbandonata dopo il raid vicino all’autostrada

VASTO. Si biforcano le indagini sulla rapina messa a segno mercoledì mattina nella filiale di via Tobruk della Bper. Un filone di indagini punta su Foggia, la città pugliese in cui è stata rubata la Fiat Uno usata per la rapina. Il secondo filone punta su San Salvo. Alcuni testimoni sono sicuri di avere visto nei giorni scorsi a San Salvo un uomo molto somigliante a uno dei rapinatori. La dinamica della rapina in un primo momento ha fatto pensare a due rapinatori improvvisati. Il ritrovamento della Fiat Uno sotto un cavalcavia vicino all’autostrada A14, racconta invece di un colpo programmato e della presenza di un complice che aspettava i due sull’autostrada al volante di un’altra auto. Nella Fiat Uno sequestrata dalla polizia, la scientifica non ha trovato nessuna impronta. E anche questo particolare smentisce l’ipotesi del colpo fatto da due ladruncoli senza esperienza. È singolare il fatto che i due malviventi si siano accontentati di 400 euro senza pretendere l’apertura della cassaforte. La polizia diretta dal dirigente Fabio Capaldo sta esaminando decine di filmati sperando di trovare elementi utili alle indagini.
Attorno alla rapina montano le proteste dei cittadini. Uno dei due rapinatori era di colore. Il consigliere comunale della Lega, Alessandra Cappa, ha invocato una riunione urgente del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica. «Dopo la grave e ingiustificata aggressione», scrive la Cappa, «da parte di due immigrati, pare, addirittura, richiedenti asilo, nei confronti dell’autista di un bus e di un passeggero accorso in suo aiuto, arriva la notizia della rapina avvenuta in uno degli istituti di credito della città. Non è negando la gravità e l’ormai quotidiana frequenza di certi episodi che i problemi della città possono essere risolti. È giunta l’ora che il sindaco di Vasto si interessi alle pressanti questioni della sicurezza della città, facendosi garante dell’ordine sociale, come è suo dovere, in quanto rappresentante della comunità cittadina».
I vastesi, assistono attoniti e impotenti a fatti gravissimi e non nascondono di essere terrorizzati. «L’urgenza della riunione è tanto più evidente», rimarca la consigliera comunale Cappa, «alla luce delle ulteriori e ben note problematiche che incombono sulla nostra città: si pensi alla imminente chiusura del tribunale e della Procura, insostituibile presidio di legalità e sicurezza dei cittadini; al considerevole aumento in città di immigrati ospiti del programma Sprar e dei centri Cas; alla mancata soluzione dell’annosa questione della polizia municipale che necessita di un’autentica ristrutturazione».
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