Rapina nella villa, caccia aperta ai banditi

Rocca San Giovanni. I carabinieri indagano a tutto campo sul colpo da mezzo milione in casa dell’imprenditore D’Orsogna
ROCCA SAN GIOVANNI. È caccia aperta alla banda di rapinatori che lunedì sera ha assaltato la villa dell'imprenditore lancianese Valerio D'Orsogna, a Rocca San Giovanni, riuscendo a fuggire con un bottino del valore di mezzo milione di euro. La Procura di Lanciano e i carabinieri della compagnia di Ortona, diretti dal maggiore Alfonso Venturi, cercheranno di fare luce anche sul blackout di un'ora nel sistema d'allarme e di videosorveglianza, che di fatto ha isolato la villa in contrada Scalzino permettendo ai malviventi di agire indisturbati. In qualche modo - usando un dispositivo disturbatore, tipo jammer , o disattivando direttamente l'hard disk dell'impianto - i banditi sono riusciti a impedire che segnale d'allarme e flusso video arrivassero alla centrale di un istituto di vigilanza privato. Da capire come mai nessuno si sia accorto di questo “buco”.
D'Orsogna e la moglie sono rimasti in balia dei banditi per circa 40 minuti, con le pistole puntate addosso. A parte le armi, però, con sé avevano solo un piede di porco, dettaglio che farebbe pensare a una banda non proprio di professionisti. Si sarebbero “accontentati” di quello che l'imprenditore aveva in casa, un colpo quantomeno fortunato visto il valore di orologi di marca, gioielli preziosi, contanti e borse griffate. I banditi comunicavano all'esterno con il quinto componente, tramite ricetrasmittenti e con un marcato accento slavo. Potrebbero essere originari dell'Est, ma risiedere non troppo lontano da qui. Ai padroni di casa sono stati requisiti i cellulari, buttati nel lavandino e coperti con uno strofinaccio per rendere più difficoltoso il ritrovamento. Dopo la fuga, infatti, i coniugi hanno dovuto raggiungere a piedi il vicino stabilimento dolciario, un tempo della famiglia D'Orsogna, per dare l'allarme.

