Rapina un operaio, condannata a 5 anni

«Dammi i soldi o dico che mi hai molestata»: così la donna minacciò con un coltello un cliente dell’Eurospin
CHIETI. Mostrò un coltello a un cliente appena uscito dall’Eurospin, costringendolo a consegnare i soldi che aveva nel portafoglio e a prelevare altro denaro al bancomat. «Se non fai quello che ti dico», lo minacciava, «ti denuncio per molestie sessuali». È una romena di 35 anni, Simona Adir, l’autrice della rapina aggravata che si consumò il 31 ottobre del 2014 a Chieti Scalo, all’esterno del supermercato di viale Benedetto Croce. Il tribunale di Chieti ha condannato la donna a 5 anni di carcere, una pena di 12 mesi più severa rispetto a quella chiesta dal pm Giuseppe Falasca. Nei confronti dell’imputata, incastrata dai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile di Chieti, è scattata anche la misura di sicurezza dell’allontanamento dal territorio nazionale, oltre a una multa di 1.500 euro. La vittima è un operaio di 57 anni residente a Fara Filiorum Petri. «Quel giorno, dopo aver accompagnato un conoscente in ospedale, sono andato a fare la spesa», ha raccontato l’uomo, ieri mattina, davanti al presidente Guido Campli e ai giudici a latere Andrea Di Berardino e Chiara Di Gerio. «Quando sono sceso dalla macchina, si sono avvicinati un bambino e una signora. Chiedevano la carità e ho dato a entrambi dei soldi, poi sono entrato nel negozio. Una volta uscito, mi è venuta incontro sempre la stessa signora. Stavolta però mi ha mostrato un coltello, dicendo di darle tutti i soldi che avevo. Per me è stato traumatico: non mi ero mai trovato in una situazione del genere. Nessuno ha assistito all’episodio, anche perché c’erano poche macchine nel parcheggio. Le ho consegnato i 100 euro che avevo nel portafoglio. A quel punto mi ha costretto a farla salire in macchina per raggiungere il bancomat più vicino, dove ho prelevato altri 250 euro».
Infine la rapinatrice si è fatta accompagnare nel piazzale della stazione ferroviaria e da lì, nel giro di pochi minuti, ha fatto perdere le proprie tracce.
A distanza di qualche ora – superato lo choc – l’operaio ha denunciato l’episodio ai carabinieri di Rapino che, a loro volta, hanno girato la segnalazione all’Arma di Chieti. A incastrare la romena è stato il riconoscimento fotografico. Già in passato, come ricostruito in aula dagli investigatori, Adir era finita nei guai per episodi analoghi. L’avvocato Mariagrazia Sciubba, difensore dell’imputata, aveva chiesto l’assoluzione: «Il fatto, così come riferito in aula dalla vittima, è assolutamente inverosimile», ha sostenuto il legale. (g.let.)

