Rapinato dentro casa da due banditi

6 Novembre 2019

La questura indaga sulla denuncia di un 58enne: «I malviventi con il volto coperto, portavano i guanti». Bottino magro

CHIETI. «Correte, due persone col passamontagna mi hanno rapinato». A lanciare l’allarme in viale Gran Sasso, alle porte del centro di Chieti, è stato G.C., teatino di 58 anni. Erano da poco passate le 20.30 di lunedì. Sul posto si sono precipitati, a sirene spiegate, gli agenti della squadra volante e quelli della scientifica. Adesso la polizia indaga sulla denuncia e sta verificando se la misteriosa irruzione dei banditi sia legata ad altri episodi accaduti in passato alla vittima. Di più, al momento, non trapela: l’inchiesta è all’inizio. Di certo i malviventi, che tutto sembrano tranne che rapinatori professionisti, sono andati a colpo sicuro. Erano convinti di trovare una somma di denaro cospicua, e invece si sono dovuti accontentare di appena 70 euro e un bancomat. Al momento la ricostruzione dei fatti è basata solo sul racconto del 58enne, considerando che non ci sono altri testimoni, né immagini delle telecamere.
Due sere fa qualcuno suona al campanello di casa: l’uomo apre il portone e si trova davanti due sconosciuti, con i volti coperti da passamontagna, che lo spintonano all’interno dell’appartamento. Non sono armati, ma non vanno per il sottile. Un dettaglio non sfugge alla vittima: entrambi i malviventi indossano i guanti e uno di loro gli tappa immediatamente la bocca con una mano per evitare che possa gridare e richiamare l’attenzione dei vicini. «Se fai quello che ti diciamo, non ti succede nulla», dicono i rapinatori al padrone di casa. Subito dopo, gli svuotano le tasche e arraffano quello che, alla fine, costituirà il magro bottino della serata: poche banconote e una carta Postepay. Passa qualche secondo e la coppia di banditi porta G.C. in camera, obbligandolo ad allungarsi sul letto in modo tale che non veda i loro movimenti. A questo punto chiedono con insistenza dove sia custodito il denaro, ma l’uomo, che vive solo, non ha altri soldi in casa. I rapinatori mettono a soqquadro le stanze, ma non trovano nulla e sono costretti a darsi alla fuga quasi a mani vuote. Dopo un po’, quando ha la certezza che è rimasto finalmente solo nell’appartamento, G.C. può chiedere aiuto. In viale Gran Sasso è tempestivo l’arrivo della polizia, ma gli autori del raid hanno già fatto perdere le loro tracce: le successive ricerche in zona non portano risultati. Fin qui la cronaca della rapina.
Ora gli investigatori stanno cercando di tracciare un identikit dei banditi. Un primo indizio: parlavano italiano, ma avevano l’accento dell’Est Europa.