Rapinatore di orologi preso in spiaggia

Il bandito era in vacanza: bloccato dalla polizia insieme alla compagna, anche lei finita in carcere per una raffica di furti
CHIETI. Lui era in costume, sotto l’ombrellone, a prendere il sole come se nulla fosse. Lei, insieme al figlioletto di un anno e mezzo, ha provato a scappare nascondendosi nella zona del porto. Ma i tentativi di farla franca sono andati a vuoto: una coppia di ricercati è stata arrestata a Ortona dai poliziotti della squadra mobile di Chieti. In manette sono finiti due ventenni, di origine rom, in vacanza in Abruzzo: Kenzo Djuric, nato in Belgio e residente in Francia, ritenuto responsabile della rapina di un orologio del valore di 37mila euro, e la compagna Jessica Dordevic, residente a Torino, con una ventina di precedenti per furti in casa e truffe di ogni tipo. L’uomo è stato rinchiuso nel carcere di Vasto, mentre la donna è stata trasferita nell’istituto penale per minorenni di Casal del Marmo, perché la condanna definitiva a due anni, due mesi e un giorno di reclusione è riferita a reati commessi quando non aveva ancora compiuto 18 anni.
LA SEGNALAZIONE L’allarme scatta attraverso il sistema “Alloggiati web”, in uso ad alberghi e strutture ricettive che possono ospitare esclusivamente persone munite di un documento di identità valido e che devono inviare immediatamente i dati in questura. Tutto comincia mercoledì sera, quando alla sala operativa della polizia teatina viene segnalata la presenza, all’interno di un hotel di Ortona, di Kenzo Djuric, destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal tribunale di Torino.
LE INDAGINI Allertati immediatamente, gli agenti del vice questore aggiunto Miriam D’Anastasio si precipitano sul posto, ma l’uomo – che aveva preso una stanza assieme a una donna e a un bambino – ha già lasciato l’albergo. Nelle ore successive gli investigatori ricostruiscono nel dettaglio i movimenti dei tre.
IL BLITZ Così, nel primo pomeriggio, individuano Djuric in uno stabilimento balneare nella zona del lido Riccio. Con lui c’è un giovane, alle spalle svariati precedenti per reati contro il patrimonio, che nasconde anche un po’ di marijuana (per questo viene segnalato alla prefettura). Gli approfondimenti della polizia non si fermano qui: verificando le generalità dichiarate al momento della registrazione in albergo, si scopre che il nome fornito dalla donna che si accompagnava col ricercato è inesistente. Dagli ulteriori accertamenti emerge che, nei confronti della giovane, c’è un provvedimento di cattura per scontare una pena in carcere legata a una serie di colpi in appartamento e raggiri messi a segno in tutta Italia: da Torino a Pisa, da Firenze a Genova, da Asti a Napoli, passando per Roma.
CURRICULUM CRIMINALI Jessica Dordevic, alias Jessica Guerrera, viene bloccata nella zona del lido Saraceni. Per la coppia, dunque, la giornata finisce negli uffici della questura di Chieti. Dalle carte viene fuori che, lo scorso gennaio, Djuric – fingendosi interessato all’acquisto di un prezioso orologio marca Parmigiani Fleurier Rose Gold Silver – ha rapinato un cittadino svizzero. Dopo un contatto telefonico, il 20enne si è incontrato con l’uomo nel cuore di Torino per concludere l’affare: ha ricevuto l’orologio e, come da accordi, ha consegnato all’interlocutore una busta gialla con all’interno 55 banconote da 1.000 franchi svizzeri, poi risultate riproduzioni facsimile. A un certo punto, mentre stavano attraversando la strada per raggiungere la banca vicina e verificare l’autenticità dei contanti, Djuric ha iniziato improvvisamente a correre. Il proprietario dell’orologio si è messo all’inseguimento del truffatore, prima raggiungendolo e poi afferrandolo per la giacca, facendo così cadere a terra un cellulare custodito in una tasca. Il 20enne, però, è riuscito a salire su un’Audi A6 – con targa contraffatta – guidata da un complice e a far perdere le sue tracce dopo aver trascinato sull’asfalto il malcapitato, che nel frattempo si era aggrappato all’auto nel tentativo di recuperare il prezioso Parmigiani Fleurier. Partendo dal telefonino recuperato in strada, la squadra mobile di Torino ha identificato il rapinatore e il suo complice. Il cerchio si è chiuso giovedì pomeriggio, otto mesi dopo, sotto il sole di Ortona.
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