Rapinatori senza guanti, ecco la pista

Tracce di sudore potrebbero incastrare i malviventi. Prospero (Progetto Vasto) chiede un Consiglio sulla sicurezza
VASTO. Hanno agito a volto scoperto certi di non poter essere rintracciati. Anche le mani però erano nude. E potrebbe essere questo il particolare che potrebbe portare gli investigatori ad identificare gli autori della rapina alla gioielleria Arte orafa di viale Giulio Cesare. Gli uomini della Scientifica hanno trovato tracce di sudore che potrebbero rivelarsi preziosissime. Il dirigente del commissariato, Fabio Capaldo non parla, ma ammette che le indagini puntano molto sugli esami tecnici e di laboratorio. Nessuna traccia di dna purtroppo sulla Fiat Sedici usata dai rapinatori, incendiata e abbandonata sul piazzale della chiesa della Resurrezione a San Salvo marina. In questo caso i malviventi hanno abbondato con il liquido infiammante. Sulla carcassa incenerita della Sedici il fuoco ha cancellato tutto. Le speranze di chi pensava che la telecamera di sorveglianza della chiesa potesse essere utile alla polizia sono andate deluse. La telecamera era stata disattivata. Particolare che ha suscitato non poche polemiche. Non solo da parte dei cittadini. Il corretto uso di telecamere perfettamente funzionanti, la mancata attuazione del protocollo “Mille occhi sulla città” che prevedeva la collaborazione tra le autorità di pubblica sicurezza, le forze di polizia, la polizia locale e gli istituti di vigilanza privata nel controllo del territorio (firmato dal Comune, nel 2012), il divieto dei comitati di vigilanza, l'impietoso impoverimento degli organici delle forze dell'ordine, sono alcuni degli argomenti sui quali l'opposizione consiliare vastese chiede risposte al sindaco Francesco Menna. «Chiediamo la convocazione urgente di un Consiglio comunale straordinario con la partecipazione delle forze dell'ordine», dice Francesco Prospero (Progetto per Vasto). «L'annunciata e imminente chiusura dell'ufficio della polizia stradale (a pochi metri dalla gioielleria rapinata) è solo l'ultimo atto di un dannoso impoverimento delle forze dell'ordine. Le caserme ormai sono vuote. E intanto in una città fino a una decina di anni fa davvero tranquilla, ora accade anche di finire nel mirino della pistola di malviventi senza scrupoli che agiscono alle 11 del mattino in una delle strade più trafficate della città. Vasto deve dare risposte immediate», conclude Prospero.

