Rapine in bar e negozi: altri due arresti

21 Gennaio 2022

Raid al Micolucci e a Villa Andreoli: uno degli autori è lo stesso dei colpi di Fossacesia, Atessa e Santa Maria Imbaro

LANCIANO. Agiva in solitaria o con l’aiuto di complici che fungevano da palo, pronti a fuggire in auto o con lo scooter. Giannicola Bada, 39 anni, già in carcere per i colpi di Fossacesia, Santa Maria Imbaro e Atessa, è accusato anche della rapina alla tabaccheria di Villa Andreoli e a quelle tentate al bar Micolucci e a una donna per strada. Ad incastralo sono stati i tatuaggi, che i carabinieri di Lanciano hanno catturato dalle immagini delle telecamere di negozi e abitazioni private. Insieme a Bada, in manette è finito il 50enne Giulio Legnettini.
GLI ARRESTIIeri mattina i carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile della compagnia di Lanciano hanno notificato l’ordinanza di custodia cautelare in carcere ai due indagati, emessa dal Gip Massimo Canosa su richiesta del procuratore Mirvana Di Serio. Bada l’ha ricevuta nel carcere di Pesaro, dove è detenuto dopo l’arresto in flagranza operato a Fossacesia dai carabinieri di Atessa, mentre Legnettini è stato raggiunto nella sua abitazione in centro storico. Il 50enne è assegnato al carcere di Rebibbia, a Roma. Entrambi devono rispondere di rapina aggravata in concorso e tentata rapina aggravata.
I COLPI CONTESTATII militari, agli ordini del tenente colonnello Vincenzo Orlando e del capo del Nor, il tenente Giuseppe Nestola, hanno raccolto a loro carico «gravissimi indizi di colpevolezza». Come ricostruito dagli investigatori, i due hanno agito insieme il 3 gennaio scorso a Villa Andreoli. Con il volto nascosto da sciarpe e caschi, hanno minacciato con la pistola - risultata un’arma giocattolo - il figlio del titolare, facendosi consegnare circa 1.200 euro. Fuggiti a bordo di un ciclomotore, i rapinatori hanno fatto perdere le loro tracce benché inseguiti in auto, per un tratto, dalla figlia del titolare. L’11 gennaio Bada, considerato l’autore materiale delle rapine, ha agito invece in solitaria provando a portare via l’incasso, sotto la minaccia di una pistola, al Bar Micolucci in viale Cappuccini. Ma il titolare lo ha messo in fuga, riuscendo ad inseguirlo a piedi e a fotografarlo. Subito dopo Bada ha provato a rapinare anche una 35enne straniera in via Belvedere.
LE TELECAMEREEntrambe le attività commerciali sono sprovviste di telecamere. Ma i carabinieri sono andati a cercare gli impianti installati nelle vicinanze e lungo il percorso di fuga dei banditi, ricostruendo passo passo le loro mosse. In poco tempo i militari del Nor sono riusciti ad individuare lo scooter utilizzato per la fuga, un Booster Mbk, riconosciuto grazie ad alcuni particolari (cerchione e catarifrangenti) visibili dalla videosorveglianza durante il tragitto dalla tabaccheria alla strada dietro la Fiera. Sono così risaliti a Legnettini, che nei giorni successivi è stato costantemente monitorato negli spostamenti e, sempre grazie alla presenza di telecamere, immortalato più volte, sia da solo che in compagnia di un altro soggetto, successivamente identificato in Bada.
VESTIARIO E TATUAGGIGrazie alla buona qualità delle immagini acquisite, è stato possibile effettuare precise comparazioni tra i soggetti, immortalati sia prima che dopo le rapine, e il loro abbigliamento. Durante la fuga in scooter, Bada si è liberato del giubbotto che indossava e che i carabinieri hanno trovato e sequestrato. Il 39enne è stato anche incastrato dai tatuaggi, notati da una delle vittime che li aveva subito segnalati in denuncia: zoomando sulle immagini, è stato individuato e riconosciuto il disegno che Bada ha tatuato sulla mano sinistra.
SOLDI PER LA DROGAIl 39enne e i suoi complici, secondo i carabinieri, agivano per procurarsi il denaro per acquistare la droga. «Bada agiva nel gruppo di conoscenti della criminalità locale e della tossicodipendenza», conferma Orlando, «si è così messo fine a una situazione di allarme per gli esercenti lancianesi, con i quali è stata fatta una grande attività di prevenzione, sensibilizzandoli e fornendo loro recapiti telefonici a cui contattarci. E l’11, infatti, il rapinatore è scampato per poco all’arresto in flagranza». «Ringrazio i militari del Nor», aggiunge Nestola, «che si sono dimostrati grandi conoscitori del territorio, dei soggetti e delle dinamiche criminali».
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