Rapino, l’ex sindaco condannato

27 Febbraio 2016

Cocciaglia e l’ex giunta debbono risarcire 25mila euro per il caso Mamma Rosa

RAPINO. Gli ex amministratori del Comune di Rapino sono stati condannati dalla Corte dei Conti a risarcire 25 mila euro al Comune per la vicende dei fitti dei terreni sulla Maielletta. A pagare dovranno essere l’ex sindaco Rocco Cocciaglia, gli ex assessori Sandrino Mascioli, Andrea Oliva e Rocco Cocciaglia (cugino e omonimo dell’ex sindaco) e il responsabile del servizio a contratto, Mario Santovito.

La vicenda risale al 2010 e riguarda la transazione con la società Mamma Rosa Funivie srl. Una transazione fortemente contestata dagli allora consiglieri di minoranza, che sostenevano che in questo modo venivano concessi i terreni della Maielletta, beni della collettività di Rapino, per quarant’anni, ipotecando il futuro di una intera comunità.

Nonostante l’opposizione dello schieramento di minoranza – tra cui c’era l’attuale primo cittadino Rocco Micucci – l'allora sindaco Cocciaglia e la sua giunta decisero lo stesso di transare un contenzioso sui contratti di affitto dei terreni sui quali si trovano gli impianti scioviari della Mamma Rosa Funivie, contratti che precedentemente erano stati dichiarati scaduti dal Comune di Rapino, il cui sindaco era proprio Micucci, che aveva visto vittoriose le sue ragioni già in due gradi di giudizio.

L’ultima sentenza è quella definitiva dello scorso 17 febbraio, arrivata dalla sezione di appello di Roma. I giudici hanno condannato gli ex amministratori anche a risarcire le spese legali dei consiglieri di minoranza per un importo di 1.500 euro.

«Coerentemente con quanto allora contestato dai banchi dell'opposizione», ha detto il sindaco Micucci, «la mia amministrazione ha annullato quel contratto, per mancato rispetto dei termini di pagamento del canone. I cittadini di Rapino avranno ora la possibilità di ridiscutere un contratto più favorevole in termini economici e di durata». Questa condanna, ricorda ancora il primo cittadino, si somma alla precedente condanna definitiva, sempre ai danni dell’ex sindaco e degli ex assessori Oliva e Mascioli, dopo il pronunciamento della Corte dei Conti di Roma a novembre 2015, di oltre 88.000 euro più interessi legali e rivalutazione monetaria, proprio per aver stipulato un contratto con l’architetto Santovito. (a.i.)