Rapino ospite al Premio Majano «I suoi libri onorano l’Abruzzo»

2 Dicembre 2022

Lo scrittore lancianese presenta il suo romanzo al museo Barbella: «Così i lettori possono riflettere» De Cesare, presidente della rassegna: «Un autore di grande successo, siamo felici di averlo con noi»

CHIETI . Vanno avanti gli appuntamenti con il “Premio internazionale Anton Giulio Majano”, la rassegna dedicata al noto regista e sceneggiatore teatino. È stato presentato ieri, nella storica cornice del museo Barbella di Chieti, il nuovo romanzo dello scrittore lancianese Remo Rapino intitolato “Cronache dalle terre di Scarciafratta”. La presentazione del libro era inserita all’interno dell’evento “La scrittura nel mondo del cinema e della televisione”: erano presenti il vicesindaco e presidente del Premio, Paolo De Cesare, e il direttore artistico, Davide Cavuti.
«È un’iniziativa importante dal punto di vista culturale perché questo progetto vuole far diventare la nostra città un punto di riferimento per la cultura e non solo», ha detto De Cesare. «Non potevamo non chiamare questo scrittore di grandissima importanza», ha aggiunto riferendosi a Rapino, «e siamo felici di accoglierlo all’interno di una cornice di prestigio quale è il museo Barbella». Il lavoro di Rapino, edito dalla casa editrice Minimum fax, è «un monologo teatrale», ha specificato l’autore, «in cui il protagonista, Mengo, è un vecchio disperato che vive con un cane e parla con la luna. Un libro sull’assenza ma che riesce a dare voce a personaggi che non ci sono più tramite il dialogo con la luna». Il romanzo è ambientato nelle terre di Scarciafratta, la Macondo d’Abruzzo, un paesino tra le rocche dell’Appennino abruzzese che diventa «teatro di fantasmi e visioni», ha spiegato lo scrittore. Attraverso la figura del protagonista, personaggi e posti che non ci sono più riprendono vita e diventano spunto di riflessione per il presente. «Personaggi semplici», ha proseguito, «che raccontano modi diversi di vivere ma che permettono di far riflettere il lettore su temi importanti della vita». E quindi dall’amicizia all’amore, fino al tema della morte, il romanzo di Rapino invita il lettore a riflettere anche sul nostro presente, seppur il romanzo sia inscenato in un tempo lontano.
I personaggi che compaiono tra le pagine del libro hanno nomi e cognomi particolari, non del tutto casuali, che nascondono significati molto più profondi. «Non ho inventato nulla perché la realtà è molto più ricca di ogni fantasia», ha evidenziato Rapino, «mi sono divertito nella scelta perché sono partito da nomi veri, reali e poi li ho mischiati tra loro. Tra l’altro, ho voluto omaggiare il nostro Abruzzo con il personaggio di Uberto Polimante D’Annunzio. Mi piaceva questa dissonanza». Lo scrittore lancianese ha ricevuto nel 2020 il Premio Campiello con il romanzo “Vita, morte e miracoli di Bonfiglio Liborio”, opera in seguito inscenata nella scorsa stagione di prosa al teatro Marrucino e che ha riscosso il grande successo della critica. Pensando al suo ultimo romanzo in scena, l’autore ha commentato: «Sarebbe molto bello, seppur difficile».
Lo scrittore verrà premiato con “L’Achille d’argento” domani sera sul palco del teatro Marrucino. Rapino «è un abruzzese illustre che ha dato onore al nostro territorio», ha proseguito De Cesare. E con la presentazione del nuovo libro di Rapino, il Premio Majano vuole toccare anche il mondo della letteratura perché, dice il direttore artistico Cavuti, «così come il grande regista teatino partiva dai testi di autori senza tempo e li trasformava con il linguaggio televisivo, l’invito a Remo Rapino si pone proprio in questa direzione, perché vuole sottolineare l’importanza del testo». La rassegna, di cui il Centro e Rete8 sono media partner, prosegue oggi e domani con ulteriori appuntamenti e la presenza di importanti ospiti.
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