Rassegna di scrittori per ricordare l’impegno di Ciarma

“Autori in piazza” dedicata all’ex direttrice dell’Archivio di Stato Gli amici: «Era innamorata della storia, non la dimentichiamo»
CHIETI. Una rassegna con 17 scrittori dedicata a Miria Ciarma, l’ex direttrice dell’Archivio di Stato di Chieti morta il 25 novembre scorso all’età di 67 anni per un incidente stradale nell’Aquilano. La città non dimentica l’impegno di Ciarma per la cultura, una delle fondatrici del Comitato promotore del Club per l’Unesco di Chieti, e le dedica Autori in piazza, festa della letteratura che si aprirà in piazza Vico il 10 luglio e andrà avanti fino al 16, in concomitanza con la Settimana Mozartiana (10-17 luglio). Al salotto culturale, alla terza edizione, parteciperanno gli scrittori Caterina Falconi (“Milf è bello”), Mariano Sabatini (“Primo venne Caino”), Maggie van der Toorn (“Colori invisibili”), Jacopo Chiostri (“Hash Md5”), Mirko Zilahi (“Crudele è la fine”), Gino Di Tizio e Massimo Pamio (“Chieti e i suoi cittadini illustri”), Silvia di Giacomo (“Lo stato di dio”), Romano de Marco (“Se la notte ti cerca”), Arturo Bernava (“Il colore dei pensieri”), Salvatore Basile (“La leggenda del ragazzo che credeva nel mare”), Simona Veresani, Sara Caramanico, Marina Nunziato (“Kelly Bloom”), Alessio Romano (“D’amore e baccalà”), Anila Haxhari (“Amore emana”) e Peppe Millanta (“Vinpeel degli orizzonti”).
«Miria era stata anche protagonista, con il Comitato cittadino per la salvaguardia e il rilancio di Chieti, di una battaglia per riaffermare ruolo, valore e necessità di una sede adeguata per la biblioteca De Meis», ricorda il Club per l’Unesco, coordinato in città da Cinzia Di Vincenzo, amica di sempre di Ciarma, anche lei coinvolta nell’incidente. «Innamorata della storia, Miria ha affiancato alla tradizionale attività di conservazione e ordinamento dei fondi archivistici un’intensa attività di promozione del bene archivistico nella ferma convinzione», conclude, «che “la storia non è solo altrove ma accade ovunque e continuamente e gli archivi ne conservano la memoria scritta”».

