Rave-party interrotto dai carabinieri

20 Settembre 2021

Bloccato sul nascere il raduno abusivo di 50 giovani provenienti da Frusinate e Molise: avevano già piazzato le casse

TUFILLO. Un rave party abusivo, nell’area artigianale di Tufillo, è stato fermato sul nascere dai carabinieri della stazione di Fresagrandinaria, in collaborazione con la polizia di Stato e su disposizione del prefetto Armando Forgione. I partecipanti, una cinquantina di giovani arrivati principalmente dal Frusinate e dal Molise, avevano scelto l’area vicina allo svincolo della Trignina. L’intenzione forse era quella di emulare il maxi raduno del 19 agosto scorso in provincia di Viterbo, al centro in questi giorni di accesi dibattiti politici. Ma il gruppo di giovani è stato convinto dalle forze dell’ordine a ricaricare sui furgoni le casse acustiche e i generatori di corrente, che avrebbero dovuto diffondere la musica, e lasciare il Vastese prima dell'arrivo di altri partecipanti.
«Come disposto dal prefetto Forgione e attuato dal questore Annino Gargano e dal comandante provinciale dei carabinieri, colonnello Alceo Greco», spiegano dalla polizia, «L'immediato intervento delle forze dell’ordine ha evitato il prosieguo dell'evento che avrebbe potuto comportare importanti criticità in relazione all’ordine e alla sicurezza pubblica, oltre che agli aspetti sanitari legati alla diffusione del Covid, come avvenuto in precedenti circostanze. L'area è stata sgomberata senza alcun problema».
Identificati numerosi giovani provenienti dalle regioni vicine. Dopo i controlli, i ragazzi sono tornati a casa. Quel che è certo è che prefettura, questura e carabinieri hanno gestito la situazione con diplomazia, riuscendo ad evitare tensioni.
Già in passato la vallata del Trigno e i piccoli comuni abruzzesi sono stati scenario di raduni abusivi.
Un anno fa, in piena pandemia, 57 persone provenienti da tutte le regioni del centro-sud Italia si erano sistemate nei vecchi capannoni della ex Smi, a Mafalda: per tutte era scattata la denuncia, anche se non era stato facile convincerle ad allontanarsi.
Il più eclatante dei precedenti risale al 26 ottobre 2016, quando per tre giorni, sempre il capannone della ex Smi, fu occupato da un rave party con migliaia di persone.
«I servizi di controllo del territorio», fa sapere la questura, «resteranno attivi a livello provinciale oltre che nella zona, per prevenire ulteriori arrivi di giovani richiamati dalla pubblicità a partecipare a questo tipo di eventi tramite l'utilizzo dei social».
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