Re di Coppe e Camice in fiamme: 25 ettari in fumo e 15 case evacuate

Si indaga sull’origine dolosa dell’incendio: il fuoco è stato appiccato su entrambi i lati della strada Allarme lanciato alle 13.20: rogo spento dopo cinque ore da pompieri, protezione civile e residenti
LANCIANO. Circa 25 ettari di vegetazione bruciati, abitazioni evacuate e autobotti costrette a rifornirsi in altre zone. Un pomeriggio d’inferno quello vissuto ieri nelle contrade Re di Coppe e Camice, dove un vasto incendio è divampato a ridosso della strada provinciale Lanciano-Serre che collega la città alla Val di Sangro. Si indaga per atto doloso.
Sono le 13.20 quando Giacinto Casalanguida, dipendente EcoLan che abita nelle vicinanze, lancia per primo l’allarme. La macchina dei soccorsi si mette subito in moto. Sul posto si precipitano squadre di vigili del fuoco e protezione civile, mentre le fiamme divampano su entrambi i lati della carreggiata, all’altezza del bivio per Camice. Gli automobilisti si trovano a passare in mezzo a fumo e fiamme alte, prima che la strada provinciale venga chiusa in entrambe le direzioni dalle pattuglie della polizia municipale.
Con il passare dei minuti, il fuoco risale il costone minacciando un nucleo di abitazioni in contrada Re di Coppe. La polizia fa evacuare per sicurezza una quindicina di case: circa 50 persone, soprattutto donne e bambini, sono invitate ad allontanarsi e a trascorrere alcune ore lontano dalla zona. Vigili del fuoco e volontari di protezione civile (l’Associazione vigili del fuoco in congedo e una squadra di Torino di Sangro) lavorano per ore per avere la meglio sulle fiamme che si sono estese a terreni incolti e seminati, vigneti e uliveti. Sulla zona arrivano a supporto anche due mezzi aerei, l’elicottero dei vigili del fuoco da Pescara e quello della Regione dall’Aquila che fanno rifornimento in un laghetto artificiale. A terra, invece, le autobotti restano sprovviste d’acqua, impossibile ricaricarle in zona per la pressione troppo bassa, anche prima della chiusura dei rubinetti programmata dalla Sasi.
Del problema viene interessata l’assessore alla transizione ecologica Tonia Paolucci, che si reca sul posto e si fa in quattro per trovare una soluzione: «Le autobotti si stanno approvvigionando in centro, al Parco delle Rose, e all’ente fiera, dove il presidente Ombretta Mercurio ha disposto l’apertura degli impianti». Viene chiesto aiuto anche a qualche privato. Un operaio del Comune di Lanciano, intanto, con il trattore traccia linee tagliafuoco sui terreni vicini al rogo. A causa del vento, il fuoco si accende in diversi punti, prontamente spento.
Dopo circa 5 ore di lavoro incessante, può dirsi domato. I residenti possono rientrare nelle loro case. Previsto un presidio notturno per vigilare su possibili focolai. Sul rogo indagano i carabinieri forestali di Lanciano. Il fuoco è stato appiccato in due punti, entrambi a bordo strada, non collegati tra loro e distanti circa un chilometro e mezzo. Il dolo è più di una ipotesi.
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