Record di divorzi in città La Chiesa corre ai ripari

22 Settembre 2014

Il 28 per cento in più di legami interrotti rispetto al primo semestre del 2013 Il vescovo Cipollone: operatori della diocesi aiutano le coppie a restare unite

LANCIANO. I matrimoni, quelli che durano tutta la vita, diventano rari. Sono invece sempre di più le separazioni ed i divorzi. Lo dicono i dati forniti dalla cancelleria del tribunale di Lanciano che sempre più coppie frentane si separano o divorziano dopo la classica crisi del 7° anno, e che sono sempre di più quelle che, negli ultimi anni, si dividono dopo aver trovato un accordo.

Insomma come disse Verdone, “l’amore è eterno finchè dura” almeno a Lanciano che, secondo i dati Istat, è il secondo Comune con il maggior numero di divorziati nella Provincia di Chieti e anche il Comune con la più bassa percentuale di coniugati (49,5%) nella Provincia. Dati che fanno riflettere e che fanno strabuzzare gli occhi ai romantici e alla Chiesa che fondano pensieri e credo nell’indissolubilità del matrimonio. Nel rilevare il numero di legami spezzati nell’area frentana e sangrina, dal tribunale si fa notare che nel primo semestre di quest’anno c’è stato un aumento medio delle separazione e dei divorzi del 28% rispetto al semestre 2013. Non solo: aumentano separazioni consensuali e divorzi congiunti. Oggi ci si lascia di comune accordo e l’anno critico, come si suol dire, è davvero il settimo.

«Conviene alle coppie trovare un punto di accordo» spiegano dal tribunale «per evitare lunghe e costose cause e per cercare di danneggiare il meno possibile i figli, se ci sono». Fare una stima di costi non è semplice, in media però si spendono non meno di 4 mila euro per andare in tribunale, senza contare poi i soldi che si spendono per pagare due affitti, doppie bollette; mantenere di fatto due famiglie. Una cifra enorme, soprattutto in questo periodo. Da qui la scelta di trovare, dove è possibile, un accordo. «L’aumento delle separazioni e dei divorzi, purtroppo è costante negli ultimi 4 anni» commenta Emidio Cipollone arcivescovo di Lanciano-Ortona, «e le cause sono molteplici. Da un lato c’è la cultura della individualità, della precarietà degli affetti e del lavoro che mina le coppie, poi le politiche familiari assenti e la banalizzazione dei legami fa il resto. Noi come Chiesa ci siamo attivati e siamo una delle prime diocesi in Italia che sta formando persone che aiutano le famiglie a non spezzarsi. Che facciano una sorta di “prevenzione” verso le coppie che scricchiolano e accompagnino la coppia nel momento del bisogno, evitando la separazione. Stiamo investendo sulla pastorale familiare come pochi e ci stiamo impegnando anche a preparare meglio le coppie al sacramento del matrimonio perché sappiamo che nonostante tutto c’è voglia di famiglia: i giovani vogliono sposarsi». La voglia c’è eppure anche i dati sull’annullamento dell’unione dal tribunale ecclesiastico crescono, complice il dimezzamento dei tempi per ottenerlo.

Teresa Di Rocco

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