Record di furti, una casa su quattro preda dei ladri

31 Agosto 2017

Via Nasone. La rabbia delle famiglie: «Svaligiati i nostri appartamenti. Qui nessuno controlla, basterebbe anche una telecamera per aiutarci» 

CHIETI. Numeri da primato: in 32 appartamenti delle quattro palazzine di via Publio Ovidio Nasone ai civici 27, 29, 31 e 33, ben 8 hanno ricevuto le visite dei ladri in pochi mesi. Sicuramente un triste record lo è per i residenti in questa zona del Tricalle dimenticata da tutti: politici, istituzioni, forze dell’ordine.
«Mai in passato si era verificata una cosa del genere», racconta Carlo Di Bello, 62 anni, ex operaio ed ex sindacalista. «Abbiamo una paura pazzesca, e sa perché?», domanda al cronista invitato in questo luogo, «perché qui rubano nelle case di giorno, figuriamoci che cosa potrebbe succedere di notte. Mia moglie, per fare un esempio, ormai al minimo rumore si sveglia. Ciò tanto per ribadire che così non viviamo più».
Siamo quasi a livelli di allarme sociale per gli abitanti di queste quattro palazzine di quattro piani ciascuna e con 8 famiglie l’una. In tutto circa 120 condomini che raccontano come un mantra che cosa è successo appena domenica scorsa, al quarto piano di uno degli stabili: «Sono entrati in due case, in pieno giorno, portando via da una soldi e dall’altra materiale vario, anche uno scooter elettrico autobilanciato, un attrezzo che comunque pesa», spiega una donna. Stupisce come i colpi vengano portati a segno con una determinatezza tale che i ladri se ne freghino che a poca distanza da qui ci sia la caserma della polizia stradale.
Di recente due furti sono stati sventati perché negli appartamenti c’erano i residenti. «Aprono le porte di casa blindate, quelle dalle chiavi a farfalla, senza scasso. Sono specialisti», riprende Di Bello, «e il guaio è che portano via le chiavi che trovano negli appartamenti e che, evidentemente, riutilizzano per entrare in altre case. A me hanno rubato 40 anni di vita: gioielli, soldi, ricordi, anche indumenti firmati tra camicie, foulard, borse. Sono convinto che vengono da fuori o dall’estero. In un palazzo nei giorni scorsi è scattato l’allarme per la porta che avevano aperta. Poi ci sono stati due tentativi di furto di sera con i proprietari che erano usciti: un caso, purtroppo, è andato in porto».
I residenti lamentano il mancato controllo del territorio. «Facciamo appello al prefetto, che è tutore della sicurezza pubblica, affinché intervenga al più presto: qui non si vive più», sostengono i residenti, «basterebbe poco per farci scappare il morto». E ancora Di Bello: «qualche giorno fa abbiamo visto due ragazzi che si erano arrampicati sui balconi delle case: per fortuna l’allarme scattato sul telefonino ha permesso a uno dei proprietari di chiamare l’inquilino del primo piano che ha incrociato i due mentre fuggivano per le scale. Gli ha urlato che cosa facessero, gli hanno risposto che avevano consegnato una lavatrice». Altri due giovani sono saltati da un balcone: stavano alzando la tapparella, ma una ragazza dentro l’appartamento si è mesa a strillare e li ha messi in fuga. Avevano un complice in auto».
«Non c’è vigilanza, non ci sono controlli», sottolinea Di Bello, «il Comune potrebbe mettere qualche telecamera ma non lo fa. Anche il senso unico di marcia sulla strada potrebbe aiutarci. Capisco che le forze dell’ordine hanno gli organici ridotti, ma qui nessuno fa nulla. Siamo convinti che tra non molto cominceranno a entrare nelle case di notte. E possono depredare di tutti i beni visto che ci sono anche anziani. Entrano di giorno e non hanno paura, figuriamoci di notte».
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