Recupero delle stazioni, la Regione dà l’ok al Piano

Costa dei trabocchi e Via Verde, la giunta approva il Progetto speciale territoriale L’assessore Campitelli: sarà più facile intervenire e valorizzare le aree protette
ORTONA. Una spinta al recupero delle vecchie stazioni ma soprattutto allo sviluppo ordinato e sostenibile della costa. In chiave turistica e nell’ottica della sostenibilità ambientale. La giunta regionale dà il via libera al Progetto speciale territoriale (Pst) della Costa dei Trabocchi. L’ok dell’esecutivo guidato dal presidente Marco Marsilio è arrivato durante la seduta straordinaria convocata l’altro giorno a Pescara. Ora il documento dovrà passare al vaglio del consiglio regionale.
«È un piano di area vasta», spiega l’assessore abruzzese a Urbanistica e territorio Nicola Campitelli che ha proposto il Progetto, «che, ad esempio, detta le linee guida per il recupero di edifici tutelati come le stazioni dismesse, ma anche per uno sviluppo sostenibile e coordinato. L’obiettivo prioritario della Regione è sviluppare l’intero ambito costiero, garantendo qualità nelle trasformazioni territoriali. Questo Progetto speciale territoriale mira a sostenere e facilitare gli interventi di trasformazione intorno alla Via Verde, recuperando anche le stazioni dismesse, ed è un concreto aiuto al turismo regionale».
L’assessore leghista della giunta Marsilio sottolinea come questo risultato sia stato raggiunto «grazie alla continua partecipazione degli enti locali interessati e della soprintendenza Archeologia belle arti e paesaggio alla Provincia, oltre che con l’importante riscontro dei Comuni costieri quali Ortona, San Vito, Rocca San Giovanni, Fossacesia, Torino di Sangro, Casalbordino, Villalfonsina e Vasto. Il progetto», sottolinea Campitelli, «è stato pensato sin dall’inizio per conseguire, in forma consolidata, consenso tra le parti interessate e per incidere sulla reale trasformazione sostenibile del territorio». I vari Comuni non potranno procedere in ordine sparso, insomma. Dovranno rapportarsi tra loro e con enti superiori come la Provincia. O la soprintendenza, che ad esempio è competente nel caso delle vecchie stazione che sono vincolate. «Possono diventare», ipotizza Campitelli, «i portali di ingresso dalla costa verso l’interno, ospitando microattività ricettive o musei, luoghi che potranno servire per attività pratiche come la riparazione di una bici o per ospitare iniziative culturali come piccoli musei. È un progetto complesso che concilia fattibilità ed efficacia delle azioni locali per valorizzare l’intero sistema costiero a vantaggio di ambiente e paesaggio, qualità socioeconomica delle comunità locali e dell’intero sistema turistico che vuole migliorare l’offerta qualitativa».
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