Recupero palazzi storici, Pupillo va al Tar
Il Comune contesta l’assegnazione di 3 milioni a Giulianova e fa causa alla Regione: «I fondi vanno a noi»
LANCIANO. Il Comune di Lanciano ha presentato ricorso al Tar contro la Regione per l’assegnazione al Comune di Giulianova del finanziamento da 3 milioni per progetti di edilizia residenziale pubblica. L’amministrazione frentana ha partecipato al bando con una proposta di programma integrato d’intervento per il recupero dell’ex De Giorgio e di Palazzo Lotti, nel centro storico. Il progetto, che prevede la realizzazione di 34 appartamenti di edilizia sociale, spazi in condivisione e una nuova destinazione d’uso del complesso che una volta ospitava l’istituto professionale, si è classificato al secondo posto nella graduatoria approvata con determina dirigenziale della Regione il 14 gennaio scorso. Dopo un formale accesso agli atti, l’avvocatura comunale ha esaminato i verbali dell’istruttoria della graduatoria, da cui sarebbero emersi profili di illegittimità della decisione assunta dalla Regione, sia per «violazione di legge» che per «eccesso di potere». Con l’impugnazione al Tar, si chiede l’esclusione del Comune di Giulianova dalla graduatoria e l’assegnazione delle somme, pari a 3.226.568 euro, al Comune di Lanciano.
I legali del Comune (Antonella Fantini, Emanuele Laudadio e Marcella Marino) hanno esaminato carte catastali e documenti di programmazione urbanistica: è emerso che l’area oggetto dell’intervento vincitore non sarebbe nella disponibilità del Comune giuliese ed è inoltre sottoposta a vincoli del piano regolatore che non permetterebbero il tipo di recupero proposto. «Abbiamo studiato le carte e approfondito con grande attenzione, grazie al lavoro prezioso e professionale dell’avvocatura comunale», dice il sindaco Mario Pupillo, «i vizi emersi a nostro avviso sono palesi ed evidenti. Il nostro è un progetto di rigenerazione urbana cui teniamo molto, in grado di cambiare volto al quartiere Civitanova con la realizzazione di 34 nuovi appartamenti destinati a social e senior housing, ristorante, bar, ambulatorio medico, biblioteca, aula multimediale, così da creare una sorta di condominio allargato in cui condividere i servizi con il quartiere. La palestra al coperto sarà abbattuta per diventare uno spazio di socializzazione all’aperto con giardino e orti urbani. Siamo fiduciosi», conclude Pupillo, «che la giustizia amministrativa porrà rimedio alla grave circostanza che abbiamo riscontrato con i nostri legali e che priva Lanciano e l’Abruzzo di un progetto di ampio respiro, un intervento che potrebbe diventare un modello per rivitalizzare i nostri bellissimi centri storici».

